Commissione carcere, incontro con l'assessore Cantù

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Milano, 12 luglio 2013 – In Commissione Speciale situazione carceraria in Lombardia, presieduta da Fabio Fanetti (Maroni Presidente) sono intervenute l’Assessore alla famiglia, solidarietà sociale e volontariato Maria Cristina Cantù e l’Assessore alla sicurezza, protezione civile e immigrazione Simona Bordonali.

L’incontro ha avuto per tema la programmazione regionale in ambito carcerario, con la relazione dell’Assessore alla famiglia Maria Cristina Cantù.

“Regione Lombardia e in particolare la direzione famiglia solidarietà e volontariato – ha detto l’Assessore Cantù- a seguito della legge regionale 8 del 2005 sulla tutela delle persone ristrette negli istituti penitenziari sta realizzando sul territorio una programmazione integrata di interventi, in collaborazione con ASL, Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a favore delle persone sottoposte a provvedimenti restrittivi e alle loro famiglie”.

Nel 2012 sono stati deliberati fondi per i progetti approvati pari a 3.200.000 Euro e nel contempo sono state approvate le linee di azione dei progetti nel 2013.

Per il biennio 2014/15 il budget destinato agli interventi è di 7 milioni di Euro, 3 milioni e 500 mila per ogni anno. La direzione famiglia ha già avviato l’interlocuzione con l’Amministrazione penitenziaria per la distribuzione del budget, suddiviso per gli interventi da realizzare per adulti e minori. Il finanziamento per la realizzazione del programma biennale verrà assegnato alle ASL, che provvederanno ad emanare gli avvisi pubblici.

E’ intervenuta anche l’Assessore alla sicurezza Simona Bordonali. “l mio assessorato –ha detto tra l’altro- non ha competenze specifiche per questa Commissione, ma ritengo che il nostro contributo sia possibile in termine di educazione alla legalità. Ed è questo che facciamo in molte scuole lombarde, per esempio con la lotta al bullismo. Prevenire ed educare  sono azioni dovute, per evitare poi la realtà del carcere”.

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