Assemblea a Meda su Pedemontana

L'incontro pubblico del 16 aprile è stato organizzato da "Insieme in rete"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Buona partecipazione all'assemblea organizzata a Meda da INSIEME IN RETE con argomento Pedemontana.
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Anche a Meda, così come a Lentate Sul Seveso, una qualificata presenza di amministratori locali, tra i quali i Sindaci di Seveso Paolo Butti, di Lentate Rosella Rivolta, di Meda Gianni Caimi, il Vicesindaco di Barlassina Raimondo Leuratti e l'Assessore di Desio Daniele Cassanmagnago. Per la concomitanza con il proprio Consiglio Comunale era assente Maurilio Longhin, presidente del Consiglio Comunale di Cesano Maderno.

Presenti anche il consigliere Provinciale di MB Elio Ghioni e il consigliere della Provincia di Milano Massimo Gatti, entrambi da tempo impegnati a seguire con costanza e assiduità la vicenda Pedemontana - come hanno dato prova anche con i loro interventi durante la serata.
Sono interventi alla serata anche i Consiglieri Regionali Corbetta e Barzaghi, con cui il nostro coordinamento ambientalista dialoga da tempo.
L'incontro, introdotto da Gemma Beretta, portavoce di INSIEME IN RETE ha avuto come relatori principali Alberto Colombo e Gianni Del Pero.
Alberto Colombo ha illustrato le inadempienze e la situazione dei danni all'ambiente e al territorio causati da Pedemontana nella tratta A, ormai quasi completata fino a Lomazzo, e nella tratta B1 (Lomazzo-Lentate sul Seveso), dove i lavori sono avviati, pur in assenza della necessaria copertura economica.
Gianni Del Pero si è soffermato sul lavoro fatto da Insieme in Rete dal 2007 a oggi e sulla criticità diossina nella tratta B2.
Il relatore ha portato a conoscenza del pubblico presente nuovi e preoccupanti dati a riguardo e ha evidenziato dal punto di vista economico-finanziario un vero e proprio buco nero.
Quadro economico che si aggrava se aggiungiamo i costi stimati per il solo smaltimento e stoccaggio in discarica della terra contaminata da TCDD (circa 40 mln di euro).
Una cifra quantificata solo in relazione alle analisi ambientali effettuate per il progetto definitivo, senza la probabile valutazione ulteriore da fare a seguito della caratterizzazione delle terre, degli accertamenti supplementari richiesti dal CIPE e delle analisi necessarie per Desio.

Gli amministratori hanno illustrato le loro posizioni e il loro operare, con Paolo Butti e Daniele Cassanmagnago particolarmente preoccupati per il rischio diossina e della necessità di valutare anche l'utilizzo di vie legali per tutelare il territorio.

Molta apprensione anche da parte di Rosella Rivolta, che ha ormai la Pedemontana in casa, con l'avvio delle attività preliminari e con la richiesta avanzata dall'impresa addetta ai lavori di chiudere alcune strade sino a data imprecisata. Richiesta che la Sindaca non intende soddisfare, stante l'attuale situazione.
Raimondo Leuratti ha identificato alcuni passaggi obbligati cui Pedemontana deve adempiere per un iter nella correttezza.
Il Sindaco di Meda Gianni Caimi ha parlato del difficile rapporto con Regione Lombardia che rimanda in continuazione gli incontri previsti.
Poi, ha polemizzato mettendo in dubbio la veridicità dei dati di concentrazione di TCDD fuori norma da noi esposti.
Peccato che questi siano i dati delle analisi chimiche effettuate dalla stessa Pedemontana e validate da ARPA.
Lo invitiamo pertanto a rivedere questa sua affermazione anche sulla base della documentazione che gli abbiamo consegnato.
Anche la sua affermazione sulla "necessità per il territorio di fare la Pedemontana nella sua completezza perché lo chiedono gli operatori economici" è incondivisibile poiché non sarà certo quest'autostrada a risolvere i problemi di traffico merci e viabilità della Brianza, anzi, si rischia addirittura di peggiorarli, con un ulteriore incremento veicolare.

Insieme in Rete continua a ripeterlo: quest'autostrada è inutile e dannosa per il territorio e l'ambiente e il modello di trasporto di persone e merci deve cambiare.

Per questo è essenziale che i lavori si fermino lì dove sono arrivati e l'autostrada termini dove è arrivata nella sua fase di completamento e che gli enti preposti si facciano carico di sistemare le gravi criticità che sono state causate al territorio, riducendo quanto più possibile il danno per le comunità locali e per l'ambiente già pesantemente devastato.
INSIEME IN RETE PER UNO SVILUPPO SOSTENIBILE
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