Coronavirus

Disabile dopo un mese di battaglia social viene inserito nelle liste per la vaccinazione

Nicolò Cafagna, giornalista monzese, è affetto dalla distrofia muscolare di Duchenne. Da settembre non esce di casa. Ma per la burocrazia non era un disabile grave

Alla fine a sollevare il polverone social e mediatico qualcosa si ottiene. Così è stato per il giornalista monzese Nicolò Cafagna che dopo un mese di richieste è stato inserito nella lista di persone fragili che hanno priorità di vaccinazione. "E' andata meglio alla nonna di Fedez che dopo la critica di Chiara Ferragni su Twitter è stata chiamata il giorno dopo per la somministrazione del vaccino - commenta - ma io ho preceduto la Ferragni, lanciando la mia richiesta settimane prima". Nicolò il vaccino lo chiede a gran voce e non potrebbe essere altrimenti: classe 1983, affetto dalla nascita dalla distrofia muscolare di Duchenne (che Nicolò chiama scherzosamente “la francesina”), una malattia neurodegenerativa che colpisce i muscoli, ha ripercussioni sulle corde vocali, e nell’ultimo anno l’ha costretto per quasi tutta la giornata a letto.

Per la burocrazia Nicolò non è una persona fragile

Eppure Nicolò non era considerato tra le persone fragili. Non si è certo fermato davanti ai limiti della burocrazia. Attraverso i social già un mese fa aveva chiesto alla Regione Lombardia di potersi sottoporre alla vaccinazione: non un capriccio personale, ma uno strumento fondamentale  per poter tornare a una pseudo vita normale, ad incontrare nuovamente i suoi amici che da oltre un anno vede solo attraverso le videochiamate. Un appello che Nicolò aveva lanciato anche a nome di tutte le persone che, come lui, vivono in uno stato di estrema fragilità.

Dopo un mese dalla richiesta l'inserimento nella lista

“Oggi mercoledì 14 aprile è arrivata la buona notizia – spiega Nicolò a MonzaToday, per voce della sorella Federica che fa da megafono alle flebili corde vocali del giornalista monzese -. Avevo lanciato la richiesta un mese fa, quando ancora non eravamo inseriti tra le persone da vaccinare". Poi la decisione del generale Francesco Paolo Figliuolo che ha aperto gli elenchi anche alle persone con disabilià. "Dal 6 aprile mi avrebbero dovuto chiamare - prosegue Nicolò - ma a quanto pare non erano inserito nelle liste delle persone fragili”. Un mistero sul quale Nicolò ride, come spesso fa per sdrammatizzare la situazione. “La lista era aperta alle persone che rientrano nella misura B1, cioè quella della disabilità gravissima e in condizione di non autosufficienza – continua il giornalista -. Io rientro in quella categoria ma non si è ancora capito perché, fino a ieri, non ero inserito nella lista. Ad aiutarmi, alla fine, un volontario della Protezione civile che mi segue sui social e ha preso a cuore la mia battaglia. Ora aspetto solo la chiamata”.

L'ultima uscita a settembre 2020

Nicolò aspetta con ansia il suo turno. “Peraltro il mio medico di famiglia si era inserito nella lista dei medici disponibili a somministrare il vaccino a domicilio ma, altro mistero, la sua disponibilità non risultava nella lista della Regione – prosegue -. Speriamo bene. La pandemia è stata davvero dura. Potermi vaccinare mi permetterebbe di abbassare il rischio di contrarre il covid, tornerei a stare un po’ più tranquillo e a riuscire anche a fare qualche breve uscita”. L’ultima volta che Nicolò ha messo il naso fuori casa è stato a settembre 2020: poche ore d’aria, per poi ritornare nella “cella” domestica. I contatti sono ridotti al minimo: ai familiari che vivono con lui (mamma, papà e la sorella Federica che ha ottenuto dall’azienda per la quale lavora la possibilità di lavorare in smart working e quindi di non dover utilizzare i mezzi per raggiungere l’ufficio).

Durante la pandemia ha scritto un libro

“Non vengono più a trovarmi neanche gli amici – aggiunge -. Sarebbe troppo pericoloso”. Nel frattempo Nicolò si è dato da fare: oltre a continuare la sua attività di giornalista ha pubblicato il libro “Diverso da chi? Storie a rotelle e ironia senza freni”. Una raccolta di racconti dove Nicolò, con la sua penna ironica e coinvolgente, racconta la quotidianità della vita di una persona con disabilità toccando i temi del lavoro, dell’amicizia, delle barriere architettoniche e della sessualità. Giovedì 15 aprile alle 21 sarà in diretta Zoom a presentare il suo libro nell’ambito della rassegna “Giovedì d’autore” promosso dall’associazione culturale Piero Gatti.

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