Dpcm, Fontana non ci sta: "Il Natale è famiglia, così si ferma la nostra festa più importante"

Il presidente di regione Lombardia contrario, di nuovo, alle scelte del governo

Roma chiama, Milano risponde. Il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, si schiera apertamente - di nuovo - contro le scelte dell'esecutivo. L'ultimo terreno di battaglia, come già ampiamente preventivato, è il Natale. Il governo di Giuseppe Conte ha scelto la linea del rigore - chiudendo i confini delle regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e quelli dei comuni per Natale e Capodanno - e il presidente lombardo non ha fatto nulla per nascondere tutta la sua contrarietà. 

Nel mirino del governatore soprattutto il divieto di spostarsi dal proprio comune per il 24 e 25 dicembre e la notte del 1 gennaio. "Natale è famiglia. Fermare ogni spostamento con la formula della restrizione comunale significa di fatto fermare la nostra festività più importante", ha scritto giovedì sera Fontana sul proprio profilo Facebook.

"Non si tiene conto dell'enorme disparità tra chi abita nelle grandi città, con un ampio margine di movimento, rispetto a chi vive in un piccolo paese. Non si tiene conto di familiari separati da un confine comunale, ma magari a 1 km di distanza. Non si tiene conto delle famiglie con genitori separati. Non si tiene conto degli anziani che vivono soli", ha proseguito il governatore. "Evitare grandi cenoni e assembramenti è la premessa che ci trova tutti concordi, ma occorre più buon senso. In questa direzione - ha concluso il presidente lombardo - ho avanzato a Conte la richiesta della modifica del Decreto Legge".

Poche ore prima, sempre sui social, il numero uno del Pirellone aveva riservato un'altra bordata al governo. "Leggere un Decreto Legge a sorpresa che impedirà, il 25 e 26 dicembre e il 1 gennaio, lo spostamento dei cittadini fra comuni della stessa regione anche solo per andare a visitare genitori e figli, mentre si discute di un Dpcm che non ha recepito nessuna delle indicazioni offerte dalle regioni, è un fatto ’lunare’; in perfetta contraddizione con le dichiarazioni sulla leale collaborazione fra Stato e Regioni", aveva attaccato. 

"Bene ha fatto la Conferenza delle Regioni ad assumere una posizione di forte critica verso contenuti e metodo imposti dal Governo, con un decreto legge notturno che impedisce di dare alcun parere su un Dpcm contraddittorio e non modificabile", aveva concluso. Ma alla fine il governo aveva confermato la sua linea. 

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