Sono oltre 5 milioni i ciclisti “invisibili” per gli automobilisti al volante

Sono oltre 5 milioni i ciclisti "invisibili", perché gli automobilisti non li vedono. Non è disattenzione, ma la tendenza di chi è alla guida di un'auto di concentrarsi solo sulle altre auto.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Sono oltre 5 milioni i ciclisti "invisibili", perché gli automobilisti non li vedono. Non è disattenzione, ma la tendenza di chi è alla guida di un'auto di concentrarsi solo sulle altre auto.

Uno studio Direct Line dimostra, grazie alla tecnologia Eye Tracking, che in auto si modifica la percezione dello spazio circostante, degli oggetti e persone che circolano sulla strada.

Milano, 4 giugno 2013 - Non si tratta di semplice disattenzione, semmai di un'attitudine psico-fisica. In pratica, dal momento in cui ci si siede al posto di guida di un'automobile si assume più o meno inconsapevolmente una prospettiva sbilanciata, molto focalizzata sulle altre automobili, che diventano l'unità di misura dello spazio circostante a discapito degli altri attori della scena. E i ciclisti diventano improvvisamente invisibili e a rischio di incidente.

A dimostrarlo è il Centro Studi e Documentazione Direct Line - la più grande assicurazione auto online - che ha deciso di diffondere un interessante studio scientifico commissionato dal Gruppo Direct Line in cui vengono monitorati gli effettivi comportamenti di guida analizzando le stimolazioni visive di un campione di automobilisti. Questo è stato possibile grazie all'utilizzo della moderna tecnologia Eye Tracking, mezzo in grado di rilevare l'orientamento del cristallino e desumere così il centro dell'attenzione del soggetto analizzato.

Dai dati raccolti emerge un quadro a tratti inaspettato, sostanzialmente frutto di un'apparente riduzione del campo visivo dovuta all'immedesimazione dell'automobilista col mezzo guidato.

Affiora così uno scenario differente dal solito, che sfugge alle consuete generalizzazioni che tendono a ripartire non meglio precisate colpe tra ciclisti e automobilisti.

Nel corso dell'osservazione con l'Eye Tracking, gli automobilisti non sono riusciti a notare ben il 22% dei ciclisti, pur essendo questi chiaramente visibili dal loro veicolo.

Traducendo e attualizzando il dato rispetto al numero di ciclisti italiani, stimati in circa 25 milioni, si scopre che sono addirittura 5 milioni e mezzo i ciclisti "invisibili" sulle nostre strade.

Ma anche per quanto riguarda i motocicli i dati sono allarmanti, con il 15% di veicoli risultato completamente inconsistente agli occhi degli automobilisti. Il dato relativo ai pedoni non notati dai guidatori si attesta invece al 4%.

Ad un secondo livello d'analisi, lo studio ha poi evidenziato che gli automobilisti che utilizzano il navigatore hanno meno probabilità di individuare un ciclista di quelli che si affidano al proprio senso dell'orientamento: uno scioccante 24% dei ciclisti è risultato completamente "invisibile" ai conducenti che utilizzano un dispositivo satellitare, mentre a coloro che non lo usano ne sono sfuggiti il 19%.

Ma anche l'età e genere contano. Le donne che hanno preso parte allo studio hanno avvistato un minor numero di ciclisti rispetto ai loro colleghi maschi, con il 26% dei ciclisti invisibili per le donne e il 17% non visto dagli uomini. Lo stesso vale per i conducenti più giovani, con il 31% di ciclisti persi d'occhio dagli automobilisti di età compresa tra 20 - 29, rispetto al 21% per quelli di età 50-59.

"Questi dati non fanno altro che confermare, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale l'attenzione quando ci si mette al volante. Non solo è necessario concentrarsi sul proprio stile di guida - commenta Barbara Panzeri, Direttore Marketing Direct Line - ma è altrettanto importante stare attenti a tutto ciò che succede al di fuori del proprio abitacolo.

E non essendo semplice, come dimostra questo studio, notare per tempo ciò che accade intorno a noi, si rivela ancor più importante mantenere una velocità contenuta, soprattutto in prossimità dei centri abitati dove gli imprevisti sono più frequenti. Per questo, da tempo, Direct Line si impegna per sensibilizzare tutti gli attori della strada sull'importanza di un comportamento corretto e responsabile."

Direct Line ha commissionato questa rivoluzionaria ricerca che utilizza la tecnologia Eye Tracking al fine di stabilire dove realmente sia focalizzato lo sguardo degli automobilisti.

L'esperimento prevedeva che i partecipanti indossassero occhiali speciali, in grado di individuare e segnalare l'esatto punto su cui si focalizza lo sguardo attraverso il tracciamento dei micromovimenti impressi sulla cornea. Questa pratica innovativa è in grado di registrare tali movimenti su una pellicola, permettendo a ricercatori specializzati di stabilire con precisione dove i guidatori focalizzino il proprio sguardo mentre sono al volante.

AUTOMOBILISTI

CICLISTI NON VISTI

Con Navigatore Satellitare

23,7 %

Senza Navigatore Satellitare

19,0 %

Donne

25,6 %

Uomini

17,1 %

ETà 20 - 29 anni

31,1 %

Età 30 - 39 anni

20,7 %

Età 40 - 49 anni

21,6 %

Età 50 - 59 anni

20,9 %

Tutti gli automobilisti

22,0 %

Fonte: Direct Line Insurance

Nota:
Psicologi ed esperti UK di interfacce uomo-macchina hanno condotto la ricerca per conto del Gruppo Direct Line su un campione rappresentativo di 100 automobilisti.

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