Lissone, una donna sola al comando

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Doveva essere il fiore all'occhiello della giunta targata Concetta Monguzzi ed invece anche l'urbanistica si aggiunge agli altri fallimenti collezionati in tre anni di governo della pseudosinistra a Lissone.
Le dimissioni dell'assessore Corigliano seguono mesi di dissapori interni alla maggioranza sfociati anche in consiglio con una mozione di sfiducia nei confronti dell'assessore stesso.
Sono tre anni che la giunta Monguzzi governa Lissone, e sono tre anni che l'attività urbanistica sbanda, passando dall'attuazione di provvedimenti che sembrerebbero essere mossi da conflitti di interesse alle accuse di immobilismo provenienti dalla stessa compagine di maggioranza.


La travagliata esperienza dell'ingegnere Corigliano comincia nel 2012 con la dubbia scelta di concentrare la volumetria edificabile negli ambiti di trasformazione AT1L e AT1I. Peccato che la proprietà dei terreni sui quali atterra la volumetria edificabile sarebbero di proprietà di società riconducibili a persone con le quali l'ingegnere intratteneva importanti rapporti di lavoro.
Noi del M5S di Lissone individuammo da subito l'anomalia della scelta che vedeva la possibilità di nuove costruzioni tutta quanta nel quartiere CIM RUTUNDA e cercammo nelle sedi istituzionali di evitare che questa sciagurata scelta venisse approvata. Alla fine dovemmo accontentarci di vedere approvato il riconoscimento di una blanda compensazione a favore di una migliore vivibilità nel quartiere attraverso l'impegno di realizzare una piazza pedonale aperta al pubblico.
Ma l'approvazione della variante riguardava il documento di piano contro il quale era in essere un ricorso da parte della provincia. Il ricorso ha successivamente portato ad una sentenza da parte del consiglio di stato che annulla il PGT e tutti gli atti successivi. Questo provvedimento ha condotto l'urbanistica di Lissone in una sorta di limbo dove l'incertezza e l'approssimazione dominano la scena.
A questo punto i ritardi e la mancanza di una direzione precisa nella stesura del nuovo piano delle regole e del piano dei servizi (entrambi documenti essenziali e parte integrante del PGT) finisce per apparire quasi una colpa di poco conto.
Eppure in questo ambito risiedono la parte più importante delle aspettative che i cittadini attendono per trovare le linee guida di quella che potrebbe essere la trasformazione della città nella direzione di una sostenibilità ambientale che potrebbe correggere i molti errori urbanistici del passato.
Ma non è il solo PGT a rappresentare il tallone d'Achille dell'attività urbanistica di questa giunta targata PD.
Nei confronti di Pedemontana la giunta ha spesso mostrato atteggiamenti ambigui, a volte dimostrandosi favorevole al progetto, altre volte contraria.
La nuova SP6 ci è stata spacciata come soluzione alla viabilità ma non è stata trovata una soluzione per i residenti di Via Nobel.
Palazzo del Mobile è un altro esempio della mancanza di progettualità, con acquirenti e venditori impossibilitati a concretizzare la trasformazione di quella che è stata un'area simbolo della Lissone mobiliera.
Così come constatiamo una mancanza di progettualità in quelle aree che la trasformazione del tessuto economico lissonese sta di fatto attuando. Ci riferiamo in particolare alla via Carducci ed al viale Repubblica.
Insomma tre anni di fallimenti hanno evidentemente prodotto fratture insanabili all'interno della maggioranza al punto da indurre la Corigliano ad una elegante uscita dalla scena politica lissonese con la presentazione delle dimissioni. Ma saranno tutte sue le colpe di questo fallimento? Certamente no. Quando alle spalle hai il vuoto, è difficile se non impossibile pensare che un uomo solo al comando (o meglio ancora in questo caso una donna tutta sola al comando) possa fare miracoli. E che alle spalle della Corigliano ci sia il vuoto non ci sono dubbi. In commissione urbanistica il solo Zagari esprime a tratti idee riconducibili ad una visione più ampia. Mentre in consiglio comunale la maggioranza ci ha abituato a non interventi, tanto che più volte abbiamo avuto l'impressione che anziché uomini e donne in aula fossero presenti delle sagome di cartone.
Insomma siamo passati da una amministrazione leghista fin troppo capace (….....ad ogni intenditore poche parole), ad una veramente imbarazzante.
Ed in mezzo ci siamo come al solito noi, cittadini lissonesi costretti a vivere (spesso colpevolmente in modo passivo) il quotidiano degrado della nostra città.

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