M5S: costi della politica, i partiti vogliono spartirsi 4 milioni

Un immeritato “stipendio aggiuntivo” travestito da rimborso spese forfettario di oltre 4 mila euro ai consiglieri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Mercoledì le Commissioni regionali  Bilancio  e Affari istituzionali saranno chiamate a discutere dei tagli dei costi del Consiglio regionale lombardo.

Il progetto di legge su cui si è concentrata l’attenzione, la propaganda massiccia e l’accordo di tutte le forze politiche, con l’eccezione di Movimento 5 Stelle che ha prodotto una sua proposta molto più vantaggiosa nell’ottica del risparmio di denaro pubblico, contiene molte criticità.

Fra tutte, come M5S ha rilevato nei giorni scorsi, la proposta si allinea solo ai massimali previsti dalla legge Monti sulla riduzione dei costi della politica assegnando un immeritato “stipendio aggiuntivo” travestito da rimborso spese forfettario di oltre 4 mila euro ai consiglieri. Ma non è tutto.

L’accordo tra Pd, Pdl e Lega Nord vorrebbe anche la spartizione di un tesoretto di denaro pubblico di oltre 4 milioni di euro, "i residui di funzionamento" dei gruppi della precedente legislatura, secondo i conti dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale.

Mani ignote, calcolatrici alla mano, hanno inserito il solito astruso “comma” (art.21 comma 3) nella proposta di legge che va in direzione opposta alla millantata opera di risparmio vantata dai gruppi politici, e promossa con impegno dal presidente del Consiglio regionale Cattaneo, l’uomo del “tagliati i costi del 50 %”, eccetto “briciole” come 4 milioni di euro.

Il Movimento 5 Stelle chiederà sia in Commissione che in Consiglio che quel  denaro torni nelle casse regionali e che sia utilizzato nell’interesse dei cittadini e che non vada a soddisfare, ancora una volta l’ingordigia dei partiti.

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