Alcatel, un anno fa c'era Renzi: ora ci sono 19 persone senza lavoro

Il sei novembre dell’anno scorso il presidente del consiglio visitava l’Alcatel di Vimercate, esaltando la “Silicon Valley brianzola”. Da quel giorno, però, tanto è cambiato. E venerdì prossimo i lavoratori torneranno a protestare

19 dipendenti sono stati licenziati - Foto @Mt

Il futuro, una parte di quella “Silicon Valley brianzola”, l’ha avuto. Molto più incerti, invece, saranno i giorni che verranno per i diciannove lavoratori che da quella stessa “Silicon Valley” sono stati licenziati. 

Il sei novembre di un anno fa, un Energy Park di Vimercate blindatissimo ospitava la visita del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Strette di mano, sorrisi, gli immancabili selfie e la promessa: “Questa azienda deve avere un futuro”. 

Come il futuro sia cambiato, nel giro di dodici mesi, è cosa nota: dopo una vertenza infinita, diciannove lavoratori - tra cui tre delegati sindacali - sono stati licenziati da Alcatel, che nel frattempo si è fusa con Nokia. 

A nulla sono valse le proposte dei sindacati di prolungare per almeno un altro anno la cassa integrazione e i contratti di solidarietà. Né tanto meno hanno sorbito effetto le proteste dei lavoratori, che sono arrivati a piantare croci nel giardino dell’azienda e a bloccare una strada provinciale con un flash mob dal sapore di marcia funebre. Alcatel, con una mossa mai fatta prima, non ha voluto sentire ragione e ha fatto partire le lettere di licenziamento. 

Lettere che, in un colpo solo, hanno cancellato quel futuro tanto sbandierato dal presidente del Consiglio. “E’ passato un anno dalla visita di Renzi alla nuova sede di Alcatel-Lucent all'interno dell'Energy Park di Vimercate. Venerdì 6 novembre alle ore 12.00, davanti alla mensa interaziendale - ha annunciato Gigi Redaelli, segretario Fim Cisl - la Rsu di Alcatel Lucent, insieme alle organizzazioni sindacali Fim, Fiom Uilm di Monza e Brianza, ai lavoratori e alle lavoratrici licenziati da Alcatel Lucent, invita le forze politiche e sociali, gli organi di informazione, per denunciare la paurosa distanza fra gli annunci "spot" fatti un anno fa, sia da Renzi sia dall’azienda, e la drammatica realtà di oggi”.

“Alcatel Lucent - ricordano i sindacati - molto probabilmente per pagare un pegno a Nokia, ha licenziato in modo unilaterale delle persone, imprimendo un forte cambiamento negativo nelle relazioni sindacali che avevano visto le parti sino ad oggi trovare, magari con fatica, soluzioni condivise per la gestione delle diverse riorganizzazioni che hanno profondamente cambiato la presenza di questa azienda in Italia”.

Ancora più esplicite le accuse di Fabrizio Cecchetti, vicepresidente leghista del Consiglio regionale: “Questa è la prova che questo governo fanfarone guidato da Matteo Renzi è solo un terribile, allucinante e pericoloso spot perenne. Dietro luci e neon accese dalla propaganda di regime non c’è niente di buono: solo chiacchiere, slide inventate e neanche un’idea di come uscire dalla crisi che colpisce sempre di più”. 

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