Coronavirus, a Monza zero contagi in un giorno: ecco com'è la situazione in città

Nella giornata di martedì 16 giugno non si è registrato nessun contagio a Monza. Il bollettino

Immagine repertorio

Battuta di arresto per il coronavirus a Monza, per il momento. Nella giornata di martedì 16 giugno nella città della Brianza non si sono registrati nuovi casi, come ha chiarito il primo cittadino, Dario Allevi, citando i dati della Ats.

Nella provincia di Monza, invece, si sono registrati sette nuovi casi e il totale è salito a 5.663. In Lombardia, invece, i nuovi casi registrati sono stati 143. Sono scesi di 25 unità i pazienti ricoverati nelle terapie intensive delle strutture ospedaliere lombarde, con 69 persone ancora intubate, mentre sono stati 116 i posti letto che si sono liberati nei reparti Covid a minore intensità. Sono 15.233 le persone attualmente positive in tutta la Regione con 743 positivi in meno in un giorno. Nove, invece, i decessi registrati nell'ultimo bollettino di martedì 16 giugno.

Coronavirus | Bollettino contagi Lombardia | Monza Brianza „ "E' importante sottolineare che dei 143 positivi segnalati oggi un numero rilevante si riferisce a infezioni di vecchia data. Nello specifico 54 sono da attribuire allo screening sierologico regionale (di cui 18 risultati 'debolmente positivi'). Allo stesso modo altri 24 casi sono stati riscontrati 'debolmente positivi' su test effettuati dietro segnalazioni di medici di famiglia, Ats e ospedali, a cittadini e ospiti di Rsa, segno di un finale di coda dell'infezione. Molto significativo, inoltre, il dato dei ricoverati in terapia intensiva che diminuisce di ben 25 pazienti" ha detto l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

Gli ospedali post-emergenza: rafforzamento delle Terapie Intensive

"Un piano straordinario di rafforzamento dei posti letto di terapia intensiva, di sorveglianza sub intensiva e di degenza disegnera' la rete ospedaliera della Lombardia nell'era post Covid in linea con le disposizioni nazionali. Il valore degli investimenti è pari a 225 milioni di euro. L'obiettivo e' quello di garantire risposte adeguate in caso di recrudescenza del virus senza compromettere l'operativita' della rete ospedaliera per le altre patologie". A spiegarlo sono stati il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l'assessore al Welfare, Giulio Gallera, al termine della seduta di Giunta che ha approvato il provvedimento.

"Nulla sarà più come prima - sottolinea Fontana - perché l'emergenza Covid ha determinato cambiamenti radicali nella vita di tutti noi e nella gestione del sistema sanitario. I nostri ospedali, in piena pandemia, sono riusciti a raddoppiare i posti di terapia intensiva e a decuplicare quelli di degenza Covid. Il piano approvato oggi rende strutturali questi interventi, da attivare in maniera modulare in base alla gravità della situazione. Accanto al sostegno della rete ospedaliera, nelle prossime settimane metteremo a punto un nuovo pacchetto di misure che riguarderà la gestione dei servizi sanitari a livello territoriale".

"L'art 2 del DL 34/2020 e le Linee di indirizzo emanate in data 29/5/20, sulla base della popolazione residente in Regione Lombardia - spiega Gallera - prevedono di strutturare 1.446 posti letto di Terapia Intensiva nella nostra Regione. Fra le soluzioni individuate, figura anche l'ospedale allestito nella Fiera di Milano con una dotazione di 221 posti, così come quello allestito nella Fiera di Bergamo. È prevista anche una riqualificazione di ulteriori 704 letti di terapia semi intensiva che devono essere in grado di supportare attività di assistenza ventilatoria in area medica, fruibili anche per attività infettivologica, almeno la metà di quali (352) in grado di poter essere tempestivamente riconvertiti in letti di Terapia Intensiva. Il piano approvato rispetta le indicazioni nazionali e si pone l'obiettivo di coniugare le esigenze dell'attuale quadro epidemico con i vari possibili scenari evolutivi, affrontandoli attraverso un'articolazione ospedaliera a rete, in grado di adeguarsi quanto più velocemente e flessibilmente possibile all'eventuale variare della situazione epidemica".

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"Il filo conduttore su cui si basa il piano - aggiunge Gallera - è quello di prefigurare, strutturare e organizzare diversi assetti di rete ospedaliera attivabili in rapida successione che, in funzione dell'eventuale aumento del bisogno assistenziale, possano prontamente ampliare l'offerta recettiva, soprattutto nelle aree mediche (pneumo - infettivologiche), semi intensive e intensive, al fine di poter consentire una adeguata assistenza a pazienti COVID - 19".

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