Coronavirus, Lombardia zona rossa. Fontana furioso: "Da Conte uno schiaffo in faccia"

Il governatore contro il presidente del consiglio per le ultime misure sulla Lombardia

A muso duro. Con rabbia e preoccupazione. Il presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana, si scaglia contro il premier Giuseppe Conte dopo le ultime decisioni arrivate da Roma che inseriscono la Lombardia tra le regioni rosse, quelle con un rischio più alto nell'epidemia di coronavirus imponendo quello che sembra a tutti gli effetti un lockdown. 

"Comunicare ai lombardi e alla Lombardia, all’ora di cena, che la nostra regione è relegata in fascia rossa senza una motivazione valida e credibile non solo è grave, ma inaccettabile", il duro j'accusa che il governatore nella tarda serata di mercoledì ha affidato a una nota. 

"A rendere ancor più incomprensibile questa decisione del Governo sono i dati attraverso i quali viene adottata: informazioni vecchie di dieci giorni che non tengono conto dell’attuale situazione epidemiologica", ha proseguito il presidente della regione. “Le richieste formulate dalla Regione Lombardia, ieri e oggi, dunque - ha concluso Fontana - non sono state neppure prese in considerazione. Uno schiaffo in faccia alla Lombardia e a tutti i lombardi. Un modo di comportarsi che la mia gente non merita”.

Prima ancora che arrivasse l'ufficialità, Fontana si era già fatto sentire. "Le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati aggiornati ad oggi, tenendo conto delle restrizioni già adottate in Lombardia, dei sacrifici già fatti dai lombardi in questi dieci giorni per contenere la diffusione del virus, e dai quali registriamo un primo miglioramento", aveva detto nel primo pomeriggio quasi a voler far pressing sull'esecutivo e sul comitato tecnico scientifico, che ha poi deciso le fasce di ogni regione in base a 21 criteri. 

Nelle stesse ore anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, aveva chiesto all'esecutivo più "presenza". "Caro Governo, sono le 6 di sera, un bar milanese sta chiudendo e ancora non sa se alle 6 di domani mattina potrà riaprire. Quando glielo facciamo sapere?", aveva scritto su twitter il primo cittadino. 

Il sindaco di Monza Allevi: "Si poteva fare meglio"

"E così è ufficiale, siamo una delle quattro zone rosse del Paese. Sì, a partire da venerdì 6 novembre però. Peccato che anche noi sindaci lo abbiamo appreso pochi minuti prima della conferenza stampa di stasera: avremmo potuto utilizzare meglio la giornata di oggi e di domani per organizzarci. Invece ormai molti locali hanno già chiuso e comunicato ai collaboratori di rimanere a casa, come hanno fatto i negozi con i propri commessi e fornitori. Lo stesso vale per numerosi professori e per le famiglie dei ragazzi di prima e seconda media e tanti altri ancora. Si poteva fare meglio, sicuramente. ATS ci ha comunicato che i nuovi contagi registrati in città sono +110 rispetto a ieri. Sono 408 le persone ricoverate in ospedale per Covid19 di cui 31 in terapia intensiva" ha detto il sindaco di Monza Dario Allevi.

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