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Il governatore della Lombardia Attilio Fontana

Il governatore della Lombardia Attilio Fontana

"Lombardia zona arancione", l'annuncio di Fontana. Si attende ufficialità del governo

L'annuncio del governatore

"Grazie ai sacrifici dei lombardi, apprezzati i dati epidemiologici, ora siamo in zona arancione e potremo riaprire gli esercizi commerciali. A breve la decisone del Governo". Sono le parole, di pochi minuti fa, del governatore lombardo Attilio Fontana, che di fatto, dopo un lungo braccio di ferro con l'Esecutivo, preannuncia la "promozione" della Lombardia in zona arancione nella scala di misure di prevenzione anti covid-19. Si aspetta tuttavia la conferma da parte di Roma della data di partenza delle nuove misure.  

Non cambia molto, in realtà, per la popolazione: gli spostamenti rimangono limitati (solo entro il proprio Comune non serve più autocertificazione) e non si può lasciare la Regione. Tuttavia, ci sono più attività commerciali aperte. E soprattutto lo spostamento della zona di maggior rischio è una forte manna psicologica: significa che, secondo il Cts (Comitato tecnico scientifico) del governo, i sacrifici dei lombardi stanno funzionando (anche se, purtroppo, il numero dei decessi è ancora spaventosamente alto). Vediamo cosa comporta la decisione nel dettaglio. 

Cosa cambia tra zona rossa e zone arancione

Spostamenti

Il cambiamento più grande per i lombardi, se la regione dovesse 'diventare arancione', consiste nel venire meno del divieto di spostamento all'interno del proprio comune. Da venerdì, quindi, dovrebbe essere possibile spostarsi liberamente e senza autocertificazione sempre nei confini del comune dove si vive e rispettando il coprifuoco, che per le zone arancioni rimane valido dalle 22 alle 5.

Anche nelle zone arancioni è invece vietato spostarsi al di fuori del proprio comune e della propria regione salvo che per comprovate necessità e motivi di lavoro, studio e salute. Rimane consentito, analogamente a quanto accade nelle rosse, andare ad assistere un parente o un amico non autosufficienti senza limiti di orario. Così come è consentito uscire per "raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Comuni di aree differenti".

Tutti questi spostamenti - si legge nelle Faq del Ministero - dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario". È consentito anche se "fortemente sconsigliato" anche spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni.

Negozi, ristoranti e centri commerciali

Rimangono invece chiusi al pubblico, anche nel caso di passaggio a zona arancione, bar pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie (ad esclusione delle mense e del catering) che possono continuare a effettuare esclusivamente servizi d'asporto (fino alle 22) e a domicilio. Permane, di conseguenza, anche il divieto di consumare cibo e bevande nella adiacenze dei locali.

A poter aprire in area arancione sono invece i negozi di tutti i tipi (non più soltanto quelli alimentari), compresi quelli di estetica, e i centri commerciali (che però rimangono chiusi nei giorni festivi e prefestivi).

Scuole

Non ci sarebbero cambiamenti per gli istituti superiori e professionali: anche in area arancione è prevista la didattica a distanza al 100%, già applicata in Lombardia sin dal 26 ottobre dopo un'ordinanza regionale firmata dal presidente della Regione, Attilio Fontana. Rimango aperte, ovviamente, scuole elementari e dell'infanzia. Per quanto riguarda le medie, le lezioni dovrebbero tornare a essere in presenza anche per gli allievi di seconda e terza.

Trasporti, sport e cultura

Invariata con la 'promozione' a zona arancione la situazione dei trasporti pubblici, sui quali permane il limite di capienza del 50%. Stessa cosa per l'ambito sportivo e culturale: rimangono chiusi teatri, cinema, piscine e palestre.

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