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Lunedì, 16 Maggio 2022
Coronavirus

La pandemia ha ritardato le cure: in Brianza recuperate oltre 45mila prestazione in 6 mesi

Adesso l'obiettivo del Pirellone è ridurre le liste d'attesa

Nella seconda metà del 2021 gli ospedali hanno messo il turbo per recuperare esami, visite e interventi chirurgici saltati a causa della pandemia. Sono state esattamente 45.786 le prestazioni sanitarie da luglio a dicembre 2021 (prestazioni di specialistica ambulatoriale erogate dall'Ats) negli ospedali del territorio. 

A farla da padrone soprattutto la radiologia diagnostica con oltre 21mila prestazioni. Oltre 8.400 di cardiologia, oltre 2.100 di medicina fisica e di riabilitazione, oltre 1.300 di oculistica, oltre 1.100 di pneumologia, oltre 1.000 di ortopedia e di traumatologia, oltre 1.200 di medicina nucleare (idem quelle di gastroenterologia), oltre 1.500 di otorinlaringoiatria, oltre 1.300 di endocrinologia, oltre 1.000 di ostetricia e di ginecologia (idem per quelle di urologia), oltre 200 per quelle di dermosifilopatia, oltre 800 per quelle di neurologia, quasi 400 per quelle di oncologia. 

"Nel secondo semestre del 2021 in Lombardia sono state recuperate 529.438 prestazioni ambulatoriali e 17.000 ricoveri per interventi chirurgici, di cui 4.000 in ortopedia, che erano stati rimandati a causa della pandemia - si legge nella nota della Direzione generale welfare del Pirellone -. L'82% delle prestazioni è stato recuperato nell'ultimo trimestre dell'anno, da ottobre a dicembre. Le specialistiche maggiormente coinvolte sono state: radiologia diagnostica (199.730 prestazioni recuperate), cardiologia (103.310 prestazioni recuperate) e medicina fisica della riabilitazione (38.509 prestazioni)".

La pandemia ha avuto un impatto molto pesante sulle cure e sulla prevenzione. "L'impatto della pandemia - ha commentato la vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti - è stato molto pesante e dispendioso per la sanità lombarda, la campagna vaccinale, durante la quale sono state somministrate 23.300.000 mila dosi di vaccino, ha assorbito risorse e personale. In due anni di pandemia sono stati curati negli ospedali lombardi 160.000 pazienti per Covid, più di 8.000 nelle terapie intensive. Adesso che il numero dei contagiati e dei ricoverati sta scendendo grazie al vaccino e la campagna vaccinale per la terza dose si avvia verso la fase conclusiva, l'obiettivo primario della sanità lombarda e il mio impegno personale è lavorare alacremente per la riduzione delle liste d'attesa. Lo ritengo anche un tema di giustizia sociale, garantire a tutte le fasce sociali della popolazione un rapido accesso alla diagnostica, alla cura e a tutte le prestazioni che offre il servizio sanitario regionale". 

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