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Una protesta anti Dad al Carducci

Una protesta anti Dad al Carducci

Covid, il Pirellone dice no al ritorno a scuola degli studenti: "La regione non è con i ragazzi"

Scontro al Pirellone. Opposizioni contro maggioranza. Sala: "Era solo una mozione politica"

Botta, risposta e accuse incrociate. In Lombardia è battaglia sulla scuola, con le opposizioni - Partito democratico su tutti - che martedì pomeriggio avevano presentato una mozione al Pirellone, bocciata, per chiedere il ritorno degli studenti delle superiori in aula almeno per il 50% delle lezioni, che sono sospese in presenza almeno fino al 25 gennaio

Nel documento, prima firmataria Paola Bocci, si chiedeva al consiglio regionale di potenziare il trasporto pubblico - anche rivolgendosi ai privati -, di vaccinare il personale scolastico, di istituire presidi sanitari negli istituti e di "chiedere in conferenza Stato-Regioni di limitare al massimo la Dad per le superiori anche in zona rossa". Con 34 voti contrari, però, la mozione è stata respinta senza prova d'appello e da lì si è scatenata la bagarre politica. 

"C'è chi abbandona la scuola a causa della Dad"

"A Fontana non importa niente"

"Non gliene è importato niente”, il primo duro commento della Bocci. “Regione Lombardia poteva fare molto per i suoi studenti, soprattutto creando le condizioni per garantire loro la sicurezza per un rientro a scuola almeno al 50 per cento. Ma la giunta non ritiene la scuola un servizio essenziale e non fa quel che deve per tenerla aperta. Se i ragazzi delle superiori continueranno a stare in didattica a distanza, dovranno ringraziare Fontana e il centrodestra", ha poi proseguito l'esponente Dem. 

E ancora: "Le premesse e le richieste erano limpide e riguardavano azioni di competenza regionale. Ma giunta e maggioranza si sono trincerate dietro il solito gioco dello scaricabarile sulle responsabilità e le hanno respinte tutte. La Lombardia si considera zona arancione, ma non ritiene la scuola una priorità. Le nostre richieste ristabilivano un criterio di responsabilità, ribadendo che la scuola in presenza è un servizio essenziale a prescindere dal colore della zona. Regione Lombardia poteva e deve impegnarsi di più per garantire il rientro in sicurezza almeno al 50 per cento. E invece ha scelto di non occuparsene, di deresponsabilizzarsi, e di chiudere quando poteva tenere aperto, sconfessata due volte dal Tar che ha ritenuto la sua ordinanza sproporzionata e addirittura dannosa”, ha sottolineato la Bocci, facendo riferimento alle sentenze dei giudici amministrativi che, in effetti, hanno dato torto alla giunta lombarda. 

Il sindaco: "Scuole chiuse da troppo tempo"

"La giunta ha risposto che è compito del governo occuparsi di questi temi, ha lamentato ancora una volta l’istituzione della zona rossa come se non fosse stato per primo il presidente Fontana a rifiutarsi di riaprire rinviando tutto al 25 gennaio, ha buttato la palla nel campo dei Ministeri. Niente di più sbagliato. Un vero scaricabarile, insomma, e nonostante alcuni punti cardine che abbiamo più volte ribadito: la scuola è un servizio essenziale, una priorità, almeno per noi, le scuole non sono ambienti a rischio, la Dad a oltranza comporta danni ben maggiori per i ragazzi. Non è bastato. La Lombardia - ha concluso Bocci - non è dalla parte dei ragazzi”.

“Gli effetti collaterali di questa crisi sanitaria sono molteplici, a volte molto visibili, altre volte più nascosti. La mancanza di scuola, che è cosa ben diversa dalla mera didattica, è un fattore fondamentale per cercare di capire il disagio delle nuove generazioni che, praticamente da un anno, sono messe ai margini di ogni decisione. Quello che manca – ha commentato Niccolò Carretta di Azione, che si è detto d'accordo con la collega dem – è una più ampia, seria e lungimirante riflessione sulla situazione giovanile in Italia".  

"Il trasporto pubblico, la sicurezza in aula e tutto quello che gravita attorno al rientro in classe non è stato gestito in questi mesi e, benché oggi la Lombardia potrebbe avere dati da zona arancione, reputo gli sforzi regionali e governativi troppo deboli. È stato triste vedere, a causa della bocciatura della mozione, come la maggioranza abbia preferito rilanciare alle responsabilità del Governo anziché assumersi le proprie. Un brutto esempio e una brutta pagina di politica regionale”.

Milano, gli studenti si "riprendono" le scuole

La versione della maggioranza

Di diverso avviso, chiaramente, la maggioranza. "Tutti condividiamo il fatto che sia necessario riaprire le scuole e tornare alle lezioni in presenza il prima possibile - aveva spiegato l'assessore regionale all'istruzione, Fabrizio Sala -. Io ritengo che questa sia una mozione politica e non tecnica perché è impensabile che sia una Regione a fare questo. È invece credibile chiedere di uscire da zona rossa", la sua teoria. 

Ancora più duro Roberto Mura, consigliere del Carroccio. "Come gruppo Lega abbiamo bocciato convintamente queste mozioni che riteniamo essere strumentali e concepite con l’unico scopo di rispondere alla pancia del loro elettorato. L’inutilità del provvedimento del Pd è certificato chiaramente anche dalla mozione che il M5s ha depositato in tutta fretta solo ieri, forse per tentare di fornire loro un inutile supporto”.

“Queste mozioni - ha proseguito - mettono in evidenza solo una cosa: l’atteggiamento schizofrenico delle opposizioni, che sembrano far finta di non sapere che proprio il governo targato Pd e M5S ha relegato la Lombardia in zona rossa, dove la Dad è di fatto obbligatoria per le superiori. Certo che, come Lega, siamo favorevoli alla didattica in presenza, ma solo se ci fossero condizioni di sicurezza per studenti e insegnanti. Condizioni, però che sempre il loro governo, non ha fatto assolutamente nulla per garantire. Non solo, incredibilmente il Pd riesce anche a chiedere di vaccinare tutto il personale della scuola quando, ancora e sempre il suo governo, non sta mandando ai territori i vaccini indispensabili per il richiamo, rischiando di compromettere l’intero piano vaccinale. Infine, viene ancora chiesto alla Lombardia di trovare altro personale medico da destinare alle scuole, quando proprio la mancanza di personale medico è solo il risultato dei tagli di 30 miliardi effettuati alla sanità nazionale”.

“Invito quindi i colleghi del PD e del Movimento 5 Stelle - ha concluso Mura- ad essere più coerenti e a portare le loro proposte a Roma. Vedrete poi, che come sempre, la Lombardia sarà pronta a fare la sua parte”.

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