La musica di Jimi Hendrix rivive in dialetto brianzolo con i Saltamartin

Il gruppo musicale brianzolo che da anni si cimenta nella traduzione dei grandi capolavori rock in "lengua mader" firma due riletture dell'opera di Jimi Hendrix

Foto: Facebook (@isaltamartin)

Il 18 settembre 1970 moriva a soli 28 anni Jimi Hendrix.

Nato a Seattle nel 1942, Jimi Hendrix (nato James Marshall "Jimi" Hendrix) è una figura iconica. Un simbolo degli anni Sessanta, della musica e di un'intera epoca. Un cantante leggendario, a cui la Brianza rende oggi omaggio con una celebrazione in lingua lombarda.

Un mito chiamato Jimi Hendrix

Primo e insuperato esponente di una lunghissima schiera di guitar heroes, Hendrix è stato il principale innovatore nell'uso della chitarra elettrica: nella sua pur brevissima carriera, è stato il precursore di tutte le future evoluzioni della musica giovanile attraverso un'inedita fusione di blues, rhythm and blues, hard rock e psichedelia.

Il talento di Jimi Hendrix esplose quasi per caso nella Swinging London del 1966, quando sulla scena musicale londinese c’erano già al loro apice i Beatles, i Rolling Stones, gli Who, chitarristi solisti del calibro di Eric Clapton, Jeff Beck e Jimmy Page. Tutte personalità che rimasero intimidite se non sconvolte dall’apparizione di quel genio chitarristico assoluto. Nessuno prima Jimi aveva suonato la chitarra in quel modo.

Memoriabili sono, più di tutti, due concerti. Al Festival di Monterey, nella “Summer of Love” del giugno 1967, fece una delle esibizioni più acclamate del festival: 40 minuti in cui sollecitò la sua Stratocaster in un modo fino ad allora inaudito, arrivando a mimarvi rapporti sessuali, suonandola con i denti, dietro la schiena, contro l'asta del microfono e contro l'amplificazione. Al termine dell'esibizione, per sottolineare la sua spasmodica necessità di estrarre nuove sonorità dallo strumento, la sacrificó dandole fuoco e la distrusse contro palco e amplificatori in una catarsi di feedbacks lancinanti. Il secondo indimenticabile concerto avvenne due anni dopo, alla chiusura del Festival di Woodstock dell’agosto 1969: avvenne lì la trasfigurazione chitarristica sull’inno degli Stati Uniti d'America. Hendrix si accanì sul tema musicale in maniera selvaggia, intervallandolo con simulazioni sonore dei bombardamenti e dei mitragliamenti in Vietnam, sirene di contraerea e altri rumori di battaglia. Un'esibizione alla “j’accuse” di Emile Zola, che contribuì non poco alla demolizione del mito della “guerra giusta americana” in Vietnam.

La Brianza omaggia Jimi Hendrix

La Brianza non poteva esimersi dal celebrare degnamente il ricordo del mito. Ci hanno infatti pensato I Saltamartin, gruppo musicale brianzolo che da anni si cimenta nella traduzione dei grandi capolavori rock in lengua mader, con la pubblicazione del 45 giri intitolato Hendrix Lombard, nel quale sono registrate due tra le canzoni più acclamate del repertorio di Jimi Hendrix.

Sul Lato A spicca il pezzo che lanciò il mito di Jimi: l’acida "Ehi Joe" del 1966, la storia di un uomo tradito dalla moglie che si lancia in una fuga in Messico, dopo aver ucciso a fucilate la consorte in preda alla gelosia. In lingua brianzola la canzone e il testo seguono rispettosamente il contenuto originale, a partire dal titolo diventato "Ehi Gioann": unica concessione al territorio nella versione in lengua, la fuga del Gioann omicida ambientata in Lombardia non poteva che risolversi in direzione est, verso Bergamo, alla maniera di Renzo Tramaglino.

Sul Lato B I Saltamartin celebrano Hendrix con una sua conosciutissima cover, la "All Along the Watchtower" che Bob Dylan scrisse nel 1968 per l'album "John Wesley Harding", un pezzo che musicalmente lui stravolse in chiave elettrica e che – paradossalmente – diventò celebre proprio grazie alla sua reinterpretazione. Hendrix fece suo il brano con una versione psichedelica talmente originale ed efficace da offuscare l'originale. La canzone divenne a tutti gli effetti uno degli esempi più fulgidi della sua creatività e della sua carica innovativa di chitarrista. La versione de I Saltamartin si intitola "Tucc intorna ai Torr de Guardia". 

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