A Vimercate prosegue la sperimentazione con Remdisivir e Tocilizumab contro il virus

“Per il momento il campione di pazienti è troppo limitato per trarre dei risultati” spiega Giuseppe Danilo Vighi, primario di Medicina Generale. Per un primo studio intermedio serve valutare i risultati su circa 200-300 pazienti

Ospedale (Repertorio)

Anche all'ospedale di Vimercate prosegue la sperimentazione di farmaci in grado di dare risultati positivi contro l'avanzata del coronavirus. Si tratta del Remdisivir, un farmaco inizialmente sviluppato per fronteggiare il virus Ebola, e il Tocilizumab, un anticorpo monoclonale che blocca la tempesta infiammatoria innescata dal Covid-19. 

Sperimentazione clinica sul Remdisivir a Vimercate 

L'ospedale brianzolo è uno dei centri sanitari impegnati nella sperimentazione del farmaco. Il Remdisivir dal 18 marzo ad oggi è stato somministrato sperimentalmente a 24 pazienti Covid positivi, con una capacità respiratoria molto compromessa. A Vimercate a guidare la ricerca sperimentale c'è il Dottor Giuseppe Danilo Vighi, Direttore del Dipartimento Internistico Specialistico e primario della struttura di Medicina Generale. L'obiettivo della sperimentazione è quello di valutare, con una certa sicurezza, la piena validità dell'approccio terapeutico, anche per pazienti Covid con minori criticità respiratorie. 

“Per il momento – spiega lo specialista - il campione di pazienti è troppo limitato per trarre dei risultati”. Tutte le strutture coinvolte nel trial clinico dovranno arruolare, complessivamente, dai 200 ai 300 pazienti per una prima, seppure intermedia, valutazione circa gli eventuali benefici del trattamento. Il primo step per tutto ciò potrebbe essere verosimilmente a fine giugno.

Pazienti trattati anche con Tocilizumab

In questo momento all’Ospedale di Vimercate si sta sperimentando anche un altro farmaco, somministrato a pazienti Covid meno gravi, che non necessitano di un trattamento intensivo. È il Tocilizumab, un anticorpo monoclonale che blocca la tempesta infiammatoria innescata dal Coronavirus. Interessati, per ora, a questo trattamento, 16 pazienti: questo immunosoppressore è già da diversi anni utilizzato soprattutto per la cura del l'artrite reumatoide. In Cina, tuttavia, è stato utilizzato, con qualche efficacia, anche nel corso dell'emergenza da Covid 19.

“I primi risultati sembrano incoraggianti, anche se transitori – spiega Vighi -. Il trattamento deve essere affiancato da una strategia farmacologica di mantenimento”.

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