"It’s app to you", lo spettacolo al Teatro Binario 7 di Monza

  • Dove
    Teatro Manzoni
    Via Filippo Turati
  • Quando
    Dal 08/02/2019 al 08/02/2019
    Alle 21
  • Prezzo
    intero € 12 | allievi Scuola di teatro Binario 7 € 10 | under18 € 6
  • Altre Informazioni

Algoritmo, figura divina condannata a scrivere eternamente nuove storie per il gioco, sta ultimando la stesura del nuovo episodio. 46 è il personaggio del videogioco: una ragazza che si risveglia morta nella sua stanza. Deve scegliere il suo giocatore dalla platea e sceglierà Luigi, solipsista, alter ego umano di Algoritmo, fermamente convinto che tutto il mondo sia solo il frutto della sua immaginazione. Luigi dovrà scaricare sul suo cellulare “It’s app to you”, un’applicazione per connettere il suo smartphone al videogioco e poter così governare e muovere 46. Lo scopo del gioco è trovare l’assassino di 46 e ucciderlo. Nella ricerca degli indizi, tra tutorial, dialoghi impossibili e sfide da superare, realtà e virtualità si scontrano. 

Ma le indagini non portano da nessuna parte e la storia sembra senza capo né coda: nessun sospettato, nessuna prova. Luigi è in difficoltà ma 46, stranamente, insiste affinché il giocatore completi il gioco. La partita però non termina, la missione non è compiuta, Algoritmo decreta i “Game Over” e il gioco ricomincia da capo. Stessa storia, stesse indagini, ma questa volta qualcosa è cambiato e il precipitare degli eventi porterá i due personaggi a sovrapporsi fino ad una fatale sostituzione finale, in cui ad avere la meglio sarà proprio il gioco.

Note di regia. L'indagine sulla realtà virtuale e sulle forme sempre più avanzate di tecnologia ci ha portati verso quello che è poi diventato il tema principale dello spettacolo: il libero arbitrio. L'uomo è padrone delle proprie scelte? Quando noi diciamo sì anziché no lo abbiamo detto noi o qualcuno lo ha detto al posto nostro? Qual è il limite della nostra libertà? Queste domande sono diventate il motore principale di “It’s app to you”. In scena un videogioco: un sistema in cui le scelte sono limitate e già prestabilite da algoritmi matematici. La tecnologia diventa in questo modo un termine di confronto per mettere in discussione la nostra stessa umanità. L’uomo è libero di agire, di scegliere? O anche lui si muove in un sistema, per quanto ampio, di possibilità limitate e finite? Nella scrittura è maturata l'idea di confondere i due piani, di creare un videogioco che sceglie il giocatore e non il contrario, di incastrare, in un rito apparentemente senza fine, il giocatore all'interno della virtualità. Intrappolato in un tempo irrisolto, un tempo non lineare ma ciclico, che obbliga a ripetere il gioco da capo e sempre allo stesso modo, il giocatore non ha vie di uscita ed è proprio nella vittoria che trova la sua fine. Vogliamo credere che la libertà dell’uomo non sia un codice già scritto, ma il sospetto è lecito: se così fosse, saremmo in grado di superare il nostro algoritmo?
 

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