Monza, lista Città-Persone: da sempre contraria al distributore nel Parco

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Città Persone da sempre contraria all’impianto di distribuzione stradale di carburanti nel Parco di Monza

Prendiamo atto che le nostre preoccupazioni sul distributore trovano un ampio riscontro nella cronaca di questi giorni e che le nostre battaglie hanno alzato l’attenzione su questo progetto inaccettabile per la città.

UN PROGETTO ASSOLUTAMENTE CONTRARIO AL BUON SENSO, sul quale Città Persone dichiarò da subito la sua contrarietà. Sin da quando il provvedimento arrivò in Commissione Ambiente. Il nostro fu il solo voto contrario.
Nel novembre 2010 la nostra lista impugnò al TAR la deliberazione della Giunta comunale 595/2010, insieme a un gruppo di cittadini di Monza e di Vedano al Lambro che risiedono in prossimità del previsto distributore all’interno del Parco.
Nel giugno 2011 Città Persone presentò un nuovo ricorso al TAR (motivi aggiunti) per bloccare la realizzazione del distributore e la distruzione di una parte del Parco.
Nel giugno 2012 un terzo ricorso al TAR (motivi aggiunti). Seguirono anche esposti alla Prefettura e alla Procura della Repubblica.
L’impianto è:
- assolutamente incompatibile con il Parco;
- in contrasto con il Piano di Governo del Territorio vigente che non consente la realizzazione di impianti di questo tipo nel Parco;
- in contrasto con i vincoli ambientali, paesaggistici, storico-culturali;
- crea problemi di sicurezza per chi frequenta il Parco, la piscina, l’autodromo, con l’installazione di distributori di metano, gpl, idrometano, idrogeno liquido e idrogeno gassoso, carburanti pericolosi;
- genera un consistente traffico di auto e autocisterne rumoroso e pericoloso per i cittadini e incompatibile con il Parco e le aree residenziali adiacenti;
- necessita di nuove strade di accesso che infliggono ulteriori gravi ferite al Parco;
- prevede la realizzazione di strutture di servizio e edifici non conformi alle Norme e incompatibili con i valori ambientali del Parco.
Rimane, a parte i ricorsi, le irregolarità, l’insensatezza di questo progetto inutile e dannoso, che nessun cittadino ragionevole vuole e che rappresenterebbe uno scempio del Parco e del suo Paesaggio.

Monza, 16 gennaio 2013

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