"Tuteliamo il nostro futuro: i bambini"

Comunicato stampa di Lealtà e Azione Monza

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di MonzaToday

Apprendiamo con dispiacere la notizia per cui da settembre le scuole monzesi avranno la possibilità di aderire al progetto Rainbow, fortemente voluto dal consigliere appartenente al partito Sinistra Ecologia e Libertà, Alessandro Gerosa, che da febbraio si è dato da fare affinché la mozione da lui presentata sul tema venisse approvata dal Consiglio comunale.

Un progetto che ora sembra tramutarsi in realtà, in quanto la proposta è stata recepita dall'Assessorato all'Istruzione, che si è messo subito in moto per provvedere alla pubblicizzazione dello stesso.

Il progetto Rainbow, finanziato dall'Unione Europea, consiste nella presentazione di una serie di DVD animati e di questionari volti all'introduzione dell'ideologia di genere, che certo non ha la valenza che può avere una teoria scientifica, mascherata come lotta all'omo-transfobia e al bullismo, ed è rivolto ai bambini dai 6 anni fino ai ragazzi di 16.

È chiaro che il progetto, che rispecchia e promuove le rivendicazioni delle associazioni LGBTQI, ha una finalità ben precisa: educare fin da piccoli ad una diversità sessuale discutibile, quantomeno nei modi in cui viene propagandata , attraverso vie che esulano dall'insegnamento scolastico. La tematica è molto delicata, in quanto va a toccare uno dei tasti dolenti del rapporto professore-genitore: quello dell'affettività e della sessualità.

La maggior parte dei corsi che vengono proposti nelle scuole sono di solito svolti da personaggi, che, benché siano fortemente ideologizzati, possiedono una qualifica professionale nei rami delle discipline psicologiche, ma nonostante questo sentiamo spesso di genitori che si lamentano del contenuto o dei temi espliciti di tali corsi. Molte volte ne sono all'oscuro, e lo scoprono solo tramite il confronto con gli altri genitori o magari perché un ragazzino è rimasto scandalizzato e ha raccontato tutto alla mamma. La questione fondamentale si riduce ad una: è opportuno che persone sconosciute, per quanto addestrate, si sostituiscano ai genitori in primis e agli insegnanti poi nel ruolo fondamentale di educatori? Per di più è opportuno mostrare a bambini di 6 anni (e non che la cosa sia migliore nel caso di un ragazzo di 16) un cartone o un filmato in cui un criceto si innamora di una cricetina che poi si scopre essere maschio? La realtà è che ogni bambino ha bisogno di crescere secondo tempi e modalità diverse.

Si può essere svegli e sgamati a 8 anni come timidi e impacciati a 16. La standardizzazione non aiuta e non favorisce lo sviluppo individuale, anzi rischia di ostacolarlo. Proprio per questo motivo riteniamo che su questioni delicate quali l'educazione alla sessualità e all'affettività i primi educatori devono essere i genitori e gli insegnanti. Proprio per questo rivendichiamo, per questi temi, la libertà di educazione come base fondamentale dell'azione familiare e scolastica. Sotto la maschera della lotta all'omo-transfobia dunque c'è qualcosa di più pericoloso e minaccioso: la saturazione e la distruzione della famiglia e della libertà di educazione. L'appello dunque è rivolto a tutti i genitori che spesso non sono consapevoli di quanto avviene nelle scuole. Per questo Vi chiediamo di prestare la massima attenzione affinché Voi siate partecipi della vita dei vostri figli e Voi decidiate il momento opportuno per parlare di tematiche delicate quali quelle che progetti come il Rainbow cercano di introdurre quotidianamente nelle scuole.

Fortunatamente, il supporto dell'Assessorato non è prescrittivo nei confronti delle singole scuole: spetterà ad ogni singola amministrazione decidere se aderire o meno. Da questo punto di vista, il nostro impegno è quello di contrastare insieme a Voi progetti che vogliono sminuire il vostro fondamentale ruolo di genitori. Non è più il tempo in cui si possano delegare ad altri, che chiaramente stanno abusando della fiducia in loro riposta, il ruolo di crescere i propri figli: è necessario tornare ad essere protagonisti in questo campo, per il bene dei nostri bambini. Ci rivediamo a settembre! Stay tuned!"

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