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I "cannibali" di auto di lusso e i pullman di linea pieni di pezzi di macchine rubati

Due bande di ladri fermate dai carabinieri. Furti anche a Monza

Di giorno dormivano, di notte "lavoravano". E infatti proprio di notte sono finiti in manette. Cinque uomini, tutti cittadini moldavi 20enni e tutti irregolari in Italia, sono stati arrestati nel weekend dai carabinieri in esecuzione di un fermo di indiziato di delitto per i reati, in concorso, di furto aggravato continuato, ricettazione e riciclaggio. I cinque - insieme ad altri tre "colleghi", connazionali e coetanei, già fermati a fine marzo - sono ritenuti parte di una banda specializzata in furti di auto e di pezzi d'auto. 

A bloccarli sono stati i militari della compagnia di Corsico, guidati da Domenico La Padula e Armando Laviola, dopo un'indagine iniziata a novembre scorso e finita proprio la notte dei fermi. Anche quella notte, come sempre, i cinque avevano appena portato a termine il classico raid, cannibalizzando tre macchine tra Abbiategrasso e Cassinetta di Lugagnano. 

I raid di notte 

E la specialità della casa, in effetti, era proprio quella. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, coordinati dal pm Antonio Cristillo, gli otto fermati hanno messo a segno trentacinque furti. Almeno. Il modus operandi era costantemente lo stesso: a tarda sera i cinque - così come i tre fermati qualche settimana prima - si organizzavano e partivano da una casa di Corsico in cui erano ospitati da una donna moldava, che vive lì con regolare contratto di affitto. 

A bordo di macchine rubate - sui cui spesso venivano sistemate targhe, anche quelle rubate, di altri veicoli ma dello stesso modello - la banda raggiungeva il comune scelto per il blitz, che sono avvenuti praticamente ovunque tra Milano, Monza, Pavia, Lodi, Varese e Como. Una volta arrivati sul posto, i ladri lasciavano la macchina parcheggiata in una via isolata e a piedi si recavano al punto esatto del colpo, che fosse un parcheggio pubblico o - senza farsi particolari problemi - il "cortile" di una villetta. 

Il raid era poi rapidissimo: i ladri, veloci e pratici, smontavano il gruppo fari, le centraline, le plance, i volanti, i navigatori e tutto ciò che ci fosse di valore nell'abitacolo delle macchine - quasi sempre Bmw, Audi e Mercedes - per poi sparire. Al termine della notte di lavoro, in cui riuscivano a cannibalizzare fino a tre macchine, i cinque lasciavano il bottino nelle zone boschive tra Corsico, Buccinasco e Zibido San Giacomo e tornavano a casa, a dormire. Quando non erano in azione, le "loro" vetture - i militari sono riusciti a recuperarne dieci, tutte rubate - venivano parcheggiate tranquillamente per le vie di Corsico e i banditi avevano anche l'attenzione di spostarle nel giorno del lavaggio strade, per evitare qualsiasi potenziale problema. 

Il bus pieno di pezzi rubati

Non solo abili "meccanici", però. Perché erano loro stessi, stando a quanto accertato dai carabinieri, a occuparsi della ricettazione dei pezzi d'auto. La merce, infatti, veniva mandata in Moldavia attraverso i bus di linea che quotidianamente partono da via Tertulliano a Milano verso l'Est Europa. 

Durante l'indagine, i militari hanno anche fermato uno di quei pullman in un autogrill all'altezza di Parma, trovando nel bagagliaio diversi zaini pieni proprio di componenti di macchine. Evidentemente, poi, una volta arrivato in Patria, il bottino sarebbe stato "ripulito" e piazzato nuovamente sul mercato. Per un giro di centinaia di migliaia di euro. 

La notte in cui sono stati fermati, i cinque ladri avevano appena sistemato i pezzi di tre vetture in una zona boschiva di Buccinasco. Qualche ora dopo, con ogni probabilità, anche quei pezzi sarebbero ripartiti alla volta della Moldavia. Ma questa volta, purtroppo per loro, sono arrivati prima i carabinieri. 

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