Arrestato il "re" delle rapine: evade dai domiciliari e fa razzia in due bar

Nel giro di sei minuti ha messo a segno due rapine e poi si è fatto arrestare durante la fuga

Il materiale sequestrato

Rapinatore per «vocazione», appena ha messo un piede fuori dal carcere di Pavia, dove aveva passato al fresco undici anni, un 40enne di origini calabresi ha avuto un solo desiderio: tornare a fare una rapina. Pur di riuscirci, non ha esitato a evadere dalla casa di Carugo dove era agli arresti domiciliari.

L’altra mattina, ha tirato fuori la sua vecchia pistola d’ordinanza: una Beretta 7.62 con matricola abrasa. E ha dimostrato di non aver perso l’«allenamento». Nel giro di sei minuti, ha messo a segno due rapine: in un bar di Carimate, ha razziato cinquecento euro, in una sala slot di Mariano Comense, è riuscito a farsi consegnare duemila euro. Immutato negli anni anche il modus operandi: in sella a una potente moto, si è fermato di fronte ai locali, lasciando il motore acceso. E’ entrato con il casco in testa, ha puntato la pistola contro i cassieri e si è fatto consegnare i soldi. Ora come allora, però, qualcosa è andato storto.

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Una pattuglia di carabinieri in borghese della compagnia di Seregno ha riconosciuto il rapinatore, mentre era in fuga a Giussano. Senza che lui si accorgesse, i militari lo hanno inseguito. Il pedinamento si è prolungato per molti chilometri, fino alla sua abitazione a Carugo. Pensando di non essere visto, il malvivente ha nascosto la sua moto e la pistola nel salotto di un vicino di casa: un 38enne, calabrese pure lui, che si è beccato una denuncia per favoreggiamento. Poi, è si è ritirato nel suo appartamento. Ma appena il rapinatore si è tolto le scarpe e si è messo in libertà, i carabinieri hanno suonato il campanello. Il 40enne ha aperto e si è ritrovato le manette ai polsi. E’ stato arrestato per rapina, evasione e porto abusivo di arma da fuoco.

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Nel passato del bandito c’è un curriculum di tutto rispetto. Rapinatore seriale, è stato condannato a undici anni di reclusione per rapina e associazione mafiosa. I carabinieri hanno accertato che tra il 2005 e il 2016 l’uomo ha messo a segno almeno tre rapine: a un supermercato di Arosio, a un centro commerciale di Mariano Comense e a una banca di Inverigo. Ora per lui si sono riaperte le porte del carcere di Como.

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