Ceriano Laghetto, l'autoproclamata piazza dei Martiri di Odessa è realtà

Nonostante lo stop del prefetto, il piccolo comune in provincia di Monza e Brianza ha inaugurato piazzale Martiri di Odessa

All'inaugurazione una trentina di persone

Nessuna polemica a Ceriano Laghetto il 14 febbraio durante l'inaugurazione del piazzale intitolato ai “Martiri di Odessa”. Una cerimonia pomeridiana per pochi intimi: il sindaco Dante Cattaneo, l'assessore Marina Stepanovna Milanese, lo scrittore moldavo Nicolai Lilin, il consigliere provinciale Andrea Monti e l'onorevole Paolo Grimoldi della Lega Nord. 

Ad assistere una trentina di persone, tra cui qualche abitante del paese, un paio di sostenitori della Novorossia (o Repubblica di Donetsk) e alcuni fan di Lilin, che hanno atteso la fine della cerimonia per chiedere gli autografi sulle loro copie di “Educazione siberiana”.

L'assessore Marina Milanese ha ricordato le vittime di Odessa, che nel maggio 2014 sarebbero state arse vive nel palazzo dei sindacati da “un gruppo di ultras nazisti, per il solo fatto di aver espresso liberamente la propria opinione”. Il sindaco, con al bavero il nastro di San Giorgio, simbolo della Repubblica Popolare di Donetsk, ha espresso la sua soddisfazione per essere riuscito a celebrare l'inaugurazione nonostante le polemiche degli ultimi mesi

Le responsabilità sulla tragedia di Odessa del maggio del 2014 non sono accertate, ma ancora al vaglio delle indagini della magistratura in Ucraina. Per questo l'ambasciatore ucraino in Italia si era opposto all'intitolazione della piazza scrivendo al prefetto di Monza che aveva negato alla giunta comunale l'autorizzazione a procedere.

Ma Ceriano Laghetto ha deciso di non rinunciare all'inaugurazione. “Questa piazza rimarrà qui sempre, a testimoniare la libertà e il principio di autodeterminazione dei popoli” - ha detto il consigliere provinciale Andrea Monti- “Innanzitutto noi dobbiamo stare con i popoli e con chi rivendica il diritto di vivere e il diritto di avere la propria libertà. E tutti noi stiamo con gli amici di Odessa, con i russi d'Ucraina, come stiamo con gli amici catalani, con i baschi, come con gli scozzesi. E stiamo anche con noi, che discutiamo della possibilità di un referendum per avere un pezzettino di libertà in più in Lombardia”.

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