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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca Giussano

Va a comprare cocaina ma finge di cercare la tomba dell'amico, nei guai spacciatore e cliente

Il controllo dei carabinieri a Giussano e lo scambio di droga sotto gli occhi dei militari a Giussano

Uno scambio di droga dai finestrini dell'auto proprio sotto gli occhi dei carabinieri. E il cliente che per "proteggere" e aiutare il puisher inventa una bugia facendo credere di essersi recato con il suo Range Rover proprio fuori dall'abitazione dell'uomo - pregiudicato per reati in materia di stupefacenti - solo per chiedere dove si trovasse la tomba dell'amico. Ma da lì si stava per allontanare con una bustina con un grammo e mezzo di polvere bianca.

L'arresto a Giussano

E' successo nei giorni scorsi a Giussano dove i carabinieri della stazione cittadina erano mpegnati in un servizio di contrasto allo spaccio di stupefacenti con un appostamento in via Battaglion Morbegno nei pressi dell’abitazione di un 55enne brianzolo, pregiudicato per reati in materia di stupefacenti.

Dopo pochi minuti, all’arrivo di una Range Rover, il 55enne è uscito dal cancelletto del condominio e si è avvicinato al lato guida dell’auto scambiando qualcosa con il guidatore per poi mettere tutto nella tasca dei propri jeans per far rientro in casa. Uno scambio di droga alla luce del sole e sotto gli occhi dei carabinieri che il cliente - sorpreso con una bustina con 1,5 grammi di cocaina in tasca - ha provato a dissimulare. Entrambi sono stati bloccati e fermati e complessivamente i miliari dell'Arma hanno sequestrato due bustine con circa tre grammi di cocaina, un bilancino di precisione, due cellulari e 1.300 euro in contanti.

"Cercavo la tomba di un amico"

Addosso al cliente, un giussanese di 40 anni, è stata invece trovata un dose di circa 1,5 grammi di cocaina. Il 55enne è stato quindi arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e posto ai domiciliari. Il 41enne è stato invece segnalato alla competente autorità amministrativa come assuntore. E denunciato.

Al termine degli accertamenti infatti è emerso che l’acquirente - che era stato sentito quale testimone dei fatti - ha tentato di eludere le investigazioni e aiutare il colpevole rendendosi responsabile così del reato di favoreggiamento personale. Aveva infatti dichiarato di aver acquistato la dose trovatagli indosso alcune ore prima da un cittadino marocchino a lui sconosciuto spiegando che quel giorno era passato dal 55enne per caso e solo per chiedergli dove si trovasse  la tomba di un amico che era morto pochi giorni prima.

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