Cronaca

Protezione civile in campo per ripulire il letto del fiume da rami e tronchi

L'operazione svolta dai volontari monzesi nella serata di venerdì 18 giugno

Un momento delle esercitazioni della Protezione civile in via Aliprandi

Serata di lavoro per i volontari della Protezione civile di Monza alla prese con interventi di pulizia delle paratie del Lambro. Un’esercitazione per mettere in sicurezza il letto del fiume, ma anche per testare sul campo due nuovi mezzi in dotazione delle squadre guidate da Mario Stevanin, quella che si è svolta venerdì 18 giugno. 

I mezzi, costati 79mila euro, sono un Iveco Eurocargo 190EL25 allestito con un cassone fisso in lega di alluminio e una gru Bonfiglioli 15000 dotata di radiocomando in grado di spostare carichi di oltre 3 tonnellate e di estendersi per 11,86 metri; e un autocarro destinato al trasporto e dotato di sponda idraulica da 1.500Kg.  

I volontari sono interventi sul ponte di via Aliprandi che, dopo le forti piogge della primavera, si era riempito di rami e tronchi. Materiale che si era accatastato alla base dei pilastri e lungo le paratie di regolazione del deflusso dell’acqua.

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L’intervento nato nell’ambito della collaborazione con L’Agenzia Interregionale per il fiume Po, sarà completato nelle prossime settimane, con interventi anche sulle sponde del ponte delle Grazie Vecchie.

“Ritengo sia strategico investire sulla formazione e sulle attrezzature, a seconda dei principali rischi presenti sul territorio – dichiara il sindaco Dario Allevi –. Questa attenzione dimostra ancora una volta la grande considerazione da parte dell’amministrazione nei confronti dei nostri volontari di Protezione civile, risorsa preziosa per la nostra comunità e, come ha dimostrato la pandemia, da sempre in prima linea nella gestione di situazioni di emergenza”.

Parola d’ordine prevenzione, come ricorda l’assessore alla Protezione civile Federico Arena. “A seguito dell’emergenza sanitaria, da febbraio dello scorso anno, il sistema di Protezione Civile cittadino ha impiegato in modo massiccio e continuativo tutte le dotazioni in suo possesso per supportare la lotta alla pandemia e proprio per questo motivo è necessario proseguire la politica di implementazione e sviluppo delle loro dotazioni – dichiara -. Perché investire in mezzi e in tecnologia significa investire in sicurezza”.

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