Allerta per il "furgone bianco che rapisce i bambini", anche la polizia smentisce: "Falso allarme"

Sulla vicenda è intervenuta anche la polizia di Stato attraverso il proprio profilo social

Immagine di repertorio

Un avviso ufficiale emesso da un comune lombardo per mettere in guardia i cittadini in merito alla presenza di un possibile furgone bianco che rapisce i bambini e, in pochi attimi, anche grazie alla velocità della rete, l'allerta (per giunta infondata) si è trasformata in una psicosi collettiva.

Il messaggio, originariamente circolato attraverso una foto postata sui social network, è stato diffuso dal comune di Zerbo in provincia di Pavia ma la segnalazione ha valicato subito i confini pprovinciali ed è diventata virale, postata attraverso i social network su diversi gruppi cittadini anche della Brianza e dintorni. In merito all'allarme poi molti utenti brianzoli hanno addirittura riferito episodi non confermati dalle autorità ai quali avrebbero assistito personalmente e che avrebbero come protagonista il fantomatico furgone bianco.

furgone-2

Già subito dopo la pubblicazione, in data 15 novembre dell'avviso firmato dal sindaco del comune del pavese, Antonio Petrali Razzini, i carabinieri avevano diffuso una nota, pubblicata da La Provincia Pavese, per smentire l'allerta e riportare la situazione alla calma. "In relazione alla notizia che impazza soprattutto sui social non abbiamo riscontri sulla veridicità. Il furgone avvistato vicino alle scuole ci è sconosciuto. Sia per i presunti tentativi di rapimento di bambini che per la presenza effettiva del mezzo" recita la nota dell'Arma di Stradella.

Adesso sulla vicenda è intervenuta anche la polizia di Stato attraverso il profilo social ufficiale Commissariato di PS online che ha smentito la notizia, riferendo che si è trattato di un "falso allarme". "Molti utenti dalla provincia di Pavia ci segnalano un comunicato ad opera del Comune di Zerbo. Attualmente, se pur originale il comunicato, sembra che i fatti raccontati non siano supportati da elementi verificati. Le autorità locali stanno continuando a verificare gli elementi al fine di predisporre attività di polizia ove ve ne fosse necessità2 si legge nel messaggio postato sui social. 

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Nel 2014 a Rho ea stato diffuso sui social network un messaggio simile che anche quella volta era risultato infondato e aveva solo generato un allarmismo ingiustificato. 

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