Una nuova Fiat Panda per le cure palliative domiciliari dell'ospedale

L'associazione Cancro Primo Aiuto ha donato una nuova vettura per il servizio cure palliative domiciliari all'ospedale di Giussano. Dopo la consegna di un assegno da 150mila euro, il gruppo di volontari non smette di sostenere le realtà sanitarie.

Il momento della consegna delle chiavi della nuova Fiat Panda
GIUSSANO -  Un altro gesto di estremo altruismo ha visto protagonisti i volontari dell’associazione Cancro Primo Aiuto.  Dopo la donazione di 150mila euro alla facoltà di medicina e chirurgia dell’Università Milano Bicocca, a beneficiare della bontà del gruppo lo scorso giovedì è stato l'Ospedale Borella di Giussano, il quale ha ricevuto con gran piacere una Fiat Panda nuova di zecca. L’auto messa a disposizione della Onlus servirà all’Hospice per garantire il servizio di cure palliative domiciliari. Alla donazione erano presenti l'assessore alla Sanità di Regione Lombardia, Luciano Bresciani, il direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate, Pietro Caltagirone, il direttore del presidio ospedaliero di Giussano, Giovanni Materia, la direttrice dell'Hospice, Anna Maria Colombo, e i vertici di Cancro Primo Aiuto, il presidente Alessio Barbazza e l'amministratore delegato Flavio Ferrari.
 
“Questa donazione vuole testimoniare una vicinanza della nostra associazione al territorio – ha spiegato Barbazza –. In questo modo vogliamo che i medici ci sentano vicini e partecipi al loro lavoro. È la seconda auto che doniamo all'ospedale di Giussano in questi anni oltre a due figure professionali che qui lavorano e sono supportate da Cancro Primo Aiuto. Questo significa che crediamo in questa struttura e nel modo in cui opera. Sono fiducioso che questo esempio possa essere imitato da altri. Il Borella viene sostenuto infatti anche da altre associazioni di volontariato. Lavoriamo in sinergia a favore dei malati che sono al centro di tutte le nostre decisioni e iniziative”. Significativo poi, è stato l'intervento del direttore generale dell'Azienda ospedaliera di Desio e Vimercate. “Come l'acqua è essenziale per il corpo – ha commentato Caltagirone – così il volontariato lo è per i nostri ospedali. Inoltre, Cancro Primo Aiuto ha saputo costruire negli anni una rete di rapporti che oggi le consente di essere un punto di riferimento per molti ospedali”.
 
Non sono mancati i ringraziamenti. Primo tra tutti quello del direttore del presidio ospedaliero di Giussano il quale, oltre a ricordare che “altrimenti l’auto non si sarebbe potuta acquistare” proprio per carenza di fondi a disposizione della struttura, ha sottolineato come la donazione della vettura abbia anche un valore “morale, poiché testimonianza dell'apprezzamento del lavoro che viene fatto”. Applausi all’associazione anche da parte della direttrice dell'Hospice, Anna Maria Colombo, la quale ha sostenuto che  “i pazienti hanno bisogno di un rapporto diretto con i parenti e con noi. L’auto ci permette di farlo e di dare un supporto ulteriore così da garantire un collegamento col territorio”. Anche l'assessore alla Sanità di Regione Lombardia ha evidenziato il prezioso lavoro che Cancro Primo Aiuto sta svolgendo in tutta la regione. Ma non ha potuto esimersi dall'evidenziare con una nota di rammarico, la carenza di fondi da parte dello Stato che “in futuro – ha dichiarato – rischia di non consentirci di portare avanti quei progetti, soprattutto nel campo del monitoraggio degli interventi sui malati oncologici cronici, che ci eravamo prefissi”.

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