Il Senato ricorda Cesarino Monti: applausi anche dall’opposizione

Anche i senatori di Pd, Fli e Udc hanno tessuto parole di elogio per il sindaco e senatore: uno degli ambasciatori della Brianza a Roma morto nel luglio scorso

LAZZATE – E’ stato uno degli ambasciatori della Brianza. Nei giorni scorsi il Senato ha commemorato la figura di Cesarino Monti, il sindaco-senatore di Lazzate che per tanti anni è stato uno dei volti della nostra terra a Roma. Il presidente di Palazzo Madama, Renato Schifani, ha usato per il politico della Lega Nord morto per un male incurabile nel luglio scorso parole di affetto e fuori dal protocollo.

«Ho perso una persona alla quale ero legato per la simpatia, l'affabilità, la positività del ruolo con cui sapeva trasmettere il senso della politica – ha affermato Schifani -. Una persona impegnata, affabile, amabile, disposta al confronto, ma pronta sempre a collaborare nella dialettica anche di parti contrapposte. E credo che forse il nome - Cesarino - sia il frutto proprio di questa sua caratterialità, di questa sua semplicità, di questa sua trasparenza, di questa sua bontà».

LA FAMIGLIA - Seduti tra i banchi c’era la famiglia di Cesarino Monti: la moglie Rosi e i figli Luca e Andrea: «Temevo un momento retorico e pieno di paroloni vuoti – ha spiegato Andrea -. E invece è stato tutto il contrario». «È stato bello – ha aggiunto Monti - scoprire come papà sia riuscito a farsi conoscere ed apprezzare per come era anche in Senato, dove magari è più facile farsi trasportare e guidare da ciò che divide, più che da ciò che ci unisce, come persone, come uomini».

Tra tanti ricordi e fotografie di tanti anni di attività politica a Roma, ha colpito l’immaginario dei presenti una foto, ingrigita e in bianco e nero: uno scatto che ritrae un giovane e sorridente Umberto Bossi che abbraccia Cesarino Monti. Erano i primi anni Novanta e il «leone della Brianza aveva tanti capelli».

LA STORIA  - Sindaco ininterrottamente dal 1997 al 2006, rieletto nel 2001, Cesarino Monti ha trasformato Lazzate da un paese dormitorio in un borgo capace di riappropriarsi delle proprie tradizioni e radici. Dalle parole di tanti senatori è stato possibile apprendere che è stata intensa anche la sua opera in Senato, dove fu eletto nel 2001 e nel 2008 e fu vicepresidente della commissione Ambiente e membro della commissione Industria in sostituzione del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli.

LE PAROLE DELL'OPPOSIZIONE - In particolare dalle parole – insospettabili – di tanti senatori dell’opposizione. Come quelle della senatrice dell’Italia dei  Valori Patrizia Bugnano: «Più che le sue doti di politico mi ha sempre colpito il suo carattere, la sua genuinità, sincerità e capacità di confrontarsi sempre in modo corretto ed educato, seppure nelle diverse posizioni politiche».
Parole di elogio sono giunte anche dal senatore di Futuro e Libertà, Giuseppe Menardi: «Ricordo l’impegno in tante comuni battaglie e la sua generosità, nonostante la malattia. Cesarino Monti era uno dei parlamentari più preparati fra quelli con cui ho condiviso questi anni di attività parlamentare».
«Cesarino Monti – ha aggiunto Anna Maria Mancuso del Fli - è una tra quelle figure politiche di persone ritenute perbene. Lui era davvero una persona perbene, una persona amata dalla sua gente, e non solo: anche da tutto il mio territorio, di Monza e Brianza, dal quale provengo. Era conosciuto da tutta la provincia, e anche tutti i partiti lo stimavano per il suo operato».

«Si deve fare memoria – ha proseguito Claudio Gustavino, Udc - per ricordare un uomo di autentica passione politica, che ha declinato la sua passione prima di tutto con un profondo legame con il suo territorio, diventando un amministratore capace e tenace».

Parole di non comune stima sono state espresse anche dalla senatrice del Pd, Daniela Mazzucconi:  «Di lui dobbiamo ricordare, prima di tutto, la grande vitalità, la capacità di realizzare un’idea, la praticità e quel senso, tutto brianzolo, dell’ordine applicato all’amministrazione e alla cura del proprio Comune; senso dell’ordine accompagnato in lui da una personalità prorompente e trascinatrice.
Senatore, membro di questa Assemblea, ma con il pensiero rivolto sempre alla sua Lazzate, amministrata con cura, passione e amore: ne mostrava con orgoglio le immagini, le case risistemate, i lavori pubblici terminati con precisione. Come pure ricordava, ne parlava sempre, la Brianza e la Provincia di Monza che gli stava così a cuore, e parlava dell’autodromo, dove la sua vitalità e la sua passione per le auto potevano liberamente espandersi e mettersi alla prova».

«Il senatore Cesarino – ha aggiunto il Claudio Micheloni, Pd - in quelle conferenze, non facili per le politiche che portavamo avanti, non ha mai rappresentato l’una o l’altra parte politica ma il Senato della Repubblica, e l’alto rispetto di questa sua funzione era profondamente percepito e capito dai rappresentanti delle comunità italiane all’estero. Riteniamo quindi di aver perso un amico, un uomo vero, e mi sembrava giusto ricordarlo anche in questa sua funzione».

 

 

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