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Giù le mani dal pratone: una petizione on line per salvare il polmone verde di Lissone

Promossa da un gruppo di cittadini: in pochi giorni raccolte quasi 1.500 firme. L'amministrazione replica: "Abbiamo le mani legate"

Giù le mani dal pratone di Lissone. In meno di tre giorni sono già state raccolte quasi 1.500 firme attraverso la petizione lanciata on line sulla piattaforma change.org. Un gruppo di frequentatori del grande polmone verde di Lissone – ubicato tra le vie San Giorgio, don Bernasconi e Fausto Coppi – non ci sta all’idea della realizzazione del progetto edilizio che ridimensionerà l’area verde frequentata da famiglie, amanti dello sport e proprietari di cani.

Che cosa prevede il progetto

Il progetto prevede infatti la realizzazione di una struttura con 18 unità abitative. Non è la prima volta che i lissonesi si mobilitano per salvare il loro pratone. Nel 2011 si era costituito un comitato spontaneo di cittadini che avevano lanciato una petizione per salvare il parco dalla cementificazione. All’epoca avevano raccolto 200 firme ed erano riusciti a fermare l’intervento. I promotori di questa nuova raccolta firme chiedono a gran voce che il progetto venga bloccato. “Il pratone è una delle ultime oasi verdi di Lissone – spiegano -. Peraltro Lissone si ritrova ad essere maglia nera in una provincia dove la cementificazione non rallenta”.

La sindaca: "Condivido gli intenti, ma non possiamo fermare il progetto"

Sulla vicenda interviene anche l’Amministrazione comunale, difendendo la sua sensibilità al tema del verde e rimandando le colpe dell’edificazione dell’area alle scelte fatte dai predecessori. La Giunta sottoscrive nell’intento la petizione lanciata per salvare il pratone, ma non ha il potere di impedire la realizzazione di un progetto già approvato. “L’attenzione alla riduzione del consumo di suolo è dimostrata nei fatti dai due mandati amministrativi che hanno preso il via dal 2012, come dimostrano scelte coraggiose assunte dall’attuale e dalla precedente in fortissima discontinuità col passato – commentano la sindaca Concettina Monguzzi, e l’assessore alla Pianificazione territoriale Antonio Erba -.  Vi sono però dei diritti concessi ai privati prima del 2012 che il Comune non può in alcun modo né ledere, né limitare. Guardiamo con attenzione l’evolversi della situazione relativa al “pratone” di via don Bernasconi nell’ambito del Piano integrato d’intervento numero 15 che concede volumetria anche in zona RU3, dove con decisione del Consiglio Comunale del 29 settembre 2011 è stato approvato un Piano che consente entro il 2024 all’operatore di costruire ulteriori metri cubi di volume. Attualmente, è stata presentata una richiesta di permesso di costruire per un edificio di 5 piani per una volumetria di 4.566 metri cubi”.

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