Cronaca

Licenziato per mascherina abbassata: lavoratori, cittadini e politici in piazza ad Agrate Brianza

La manifestazione davanti al municipio lunedì pomeriggio

La manifestazione in piazza ad Agrate Brianza

Lavoratori, cittadini e politici del territorio. Grande partecipazione lunedì pomeriggio ad Agrate Brianza al presidio di protesta organizzato dalla Flai Cgil di Monza e Brianza in piazza dopo il licenziamento di un altro lavoratore alla Star accusato di aver tenuto la mascherina abbassata. Il secondo in poco tempo.

Già qualche mese fa si era verificato un caso analogo e anche in quell'occasione la categoria della Cgil che tutela e rappresenta i lavoratori dell’agroindustria si era mobilitata. "Questa volta è capitato a Ignazio Ficara" spiega la Cgil in una nota. "Era già capitato all’inizio di quest’anno con Fabrizio Ferrari, 51 anni e dipendente da 25 anni nello stabilimento brianzolo. Ferrari era da molti anni impegnato nell’attività sindacale della Flai brianzola e aveva subito il licenziamento con lo stesso pretesto".

Ad intervenire al presidio, Federica Cattaneo, segretaria generale Flai Cgil Monza e Brianza: “Abbiamo capito subito che in entrambi i casi – spiega Cattaneo – la motivazione era pretestuosa. Ferrari e Ficara sono considerati lavoratori scomodi per la Star“. “Questi licenziamenti sono però solo la punta dell’iceberg di una situazione pesante – ha concluso la segretaria della Flai Monza Brianza –, sono aumentati i carichi di lavoro, peggiorata l’organizzazione del lavoro con una sostanziale riduzione occupazionale".

FOTO - Cattaneo insieme ai due lavoratori coinvolti nei licenziamenti

manifestazione agrate-2

Capitanio: "Nuove assunzioni, non licenziamenti"

Insieme ai lavoratori ad Agrate Brianza hanno voluto essere presenti anche alcuni politici, tra cui il senatore del Pd Roberto Rampi e il deputato Massimiliano Capitanio che aveva portato il caso alla Camera. "Ho aderito convintamente al presidio organizzato oggi dai lavoratori della Star davanti al Municipio di Agrate. La sicurezza sul lavoro, anche alla luce delle recenti tragedie in tutta Italia, è una priorità inderogabile, ma non deve essere utilizzata come pretesto per licenziamenti anomali".

"I trenta milioni di euro investiti dalla proprietà devono essere un volano per nuove assunzioni, perché l'innovazione non deve essere finalizzata a una riduzione della forza lavoro. Negli anni Ottanta la Star dava lavoro a oltre 3000 persone, oggi i dipendenti sono meno di 170: è una soglia sotto cui non si deve assolutamente scendere se davvero si crede nelle potenzialità di questo polo produttivo. Oggi, però, il primo pensiero va ai due lavoratori che, dopo decenni in fabbrica, rischiano di perdere il posto di lavoro anche per colpa delle sciagurate conseguenze delle politiche dell'allora ministro Fornero" ha detto il deputato brianzolo della Lega e capogruppo in Vigilanza Rai.

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