Milano, morta Maria Grazia Ghezzi: la combattente generosa che lottava per gli altri

Addio a un nome storico del mondo sindacale e della sinistra milanese. I ricordi

Ha trattato la malattia e le ingiustizie allo stesso modo. Ha lottato contro di loro con forza, caparbietà, tenacia. Ha fatto il possibile per cancellarle e per "disegnare" un mondo migliore per se stessa e per tutti gli altri. Ma alla fine anche lei ha dovuto arrendersi. 

È morta venerdì mattina, dopo una lunga battaglia, Maria Grazia Ghezzi, nome storico del mondo sindacale e dell'attivismo meneghino. Brianzola di Sovico, mamma, nonna, ex dirigente Cgil, dal 2017 presidentessa della sezione Anpi "Maria Lorini e Pio Galli" ed ex numero uno dell'assemblea metropolitana milanese, la Ghezzi ha indissolubilmente legato la sua vita a quella di chi aveva avuto meno fortuna di lei. Ha passato quella stessa vita - come le riconoscono oggi gli amici di sempre - a lottare per i diritti delle donne, degli oppressi, degli operai. 

"È un momento di grande dolore per la nostra organizzazione. Ci ha lasciato Maria Grazia Ghezzi, dirigente, militante, donna della Cgil - il primo ricordo del 'suo' sindacato -. Ha combattuto per anni contro la malattia, con la stessa forza con cui ha lottato, per tutta la sua vita, per i diritti di tutte e tutti. Ciao compagna". "Ciao amica mia. Voglio ricordarti così: accanto ad una bandiera rossa, a protestare davanti alla Regione - il ricordo della segretaria lombarda della Cgil, Elena Lattuada, che ha postato una loro foto insieme -. Sei e sarai sempre una di noi: una donna della Cgil, una militante della sinistra, una femminista. Grazie per esserci stata, sempre". 

E in effetti gran parte della sua vita, la Ghezzi l'ha passata in strada, nei cortei, nelle manifestazioni, nei sit-in, sempre pronta a far sentire la propria voce. Una delle ultime foto che campeggiano sul suo profilo Facebook è quella di piazza Duomo piena per l'evento "Salviamo la Lombardia", organizzato per chiedere il commissariamento della sanità regionale per la gestione dell'emergenza covid. 

In quella piazza c'erano anche I sentinelli, che oggi la piangono. "Ci ha lasciato la Ghezzi e per chi bazzica il mondo della politica milanese si potrebbe non aggiungere altro. Perché "La Ghezzi" la conoscevano tutti.Militante, attivista, generale per carattere e soldato semplice all'occasione. Generosa per le cose nelle quali credeva. Grande amica dei Sentinelli. Con lei abbiamo diviso, piazze e pizze. Ci volevamo bene. La Milano progressista perde tanto. Ciao Maria Grazia, buon viaggio". "Il mio primo ricordo di te è un cazziatone gigantesco ai rappresentanti di lista del Pds che non avevano fatto quello che avevi indicato tu - ha scritto il portavoce de I sentinelli, Luca Paladini, scavando nell'album dei ricordi -. Perché eri una rompicoglioni da competizione, poche storie. Poi negli anni ho conosciuto non solo la militante intransigente, ma anche la donna dolce che eri. Per me sei già da qualche parte a organizzare una manifestazione ovviamente brontolando. A pugno chiuso Compagna Ghezzi. A pugno chiuso".

A dirle addio sono anche i politici milanesi di oggi."Ho conosciuto Maria Grazia Ghezzi all'inizio del 2011. Con lei e Franco Bomprezzi avevamo il compito di coordinare il lavoro sul welfare delle officine per il programma di Pisapia. Mi ricordo la ricchezza dello scambio e del confronto con lei, mai banale - il commiato di Lamberto Bertolè, presidente del consiglio comunale di Milano -. Una donna intransigente, caparbia, dolce e generosa che ha insegnato e dato molto a tutti noi. Grazie, Maria Grazia". "Ciao, meravigliosa Compagna - il triste saluto dell'eurodeputato meneghino, Pierfrancesco Majorino -. Ti penso tantissimo. Le tue lotte, la tua durezza, la tua infinita dolcezza". 
 

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