Polizia locale sempre più high tech: nuova cella e sistema di fotosegnalamento

“È una tecnologia fondamentale per la nostra attività, ha spiegato l’Assessore alla Sicurezza" ha spiegato l'assessore alla Sicurezza Arena

Il sindaco Allevi e l'assessore Arena nella nuova cella di sicurezza

Polizia locale sempre più tecnologica a Monza. Grazie a un investimento di circa 80mila euro il comando di via Marsala da qualche settimana è dotato di un gabinetto di fotosegnalamento (47mila euro) e di una nuova cella di sicurezza (32mila euro). Le persone fermate potranno dunque essere sottoposte a una procedura di identificazione certa con rilievi dei dati descrittivi, fotografici e dattiloscopici.


Identificazione high tech

I dati raccolti sono poi consegnati, in via telematica, agli uffici preposti della Questura per l'inserimento delle impronte nel database del sistema «A.F.I.S.» (Automated Fingerpint Identification System», in italiano «Sistema Automatizzato di identificazione delle Impronte»), un sistema hardware e software che nasce dalla necessità di ridurre i tempi di acquisizione e catalogazione dei cartellini dattiloscopici e dalla necessità di effettuare una ricerca rapida ed efficace delle impronte sconosciute in una banca dati unica, informatizzata e consultabile da Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e, tramite Interpol, dalle Polizie straniere.

Cella di sicurezza

Il Comando di via Marsala si è, inoltre, dotato di una cella di sicurezza per i soggetti arrestati. Una novità importante: finora, infatti, in assenza di un luogo idoneo, le persone in stato di arresto dovevano essere sorvegliate a vista dagli agenti, anche durante la notte, in attesa del processo per direttissima oppure trasferiti presso celle di sicurezza messe a disposizione da altre Forze di Polizia. La cella, delle dimensioni di circa 16 mq, dispone di un impianto di videosorveglianza gestito dalla Centrale Operativa ed esteso anche a tutta l’area interessata alle operazioni di identificazione dei soggetti fermati e foto segnalati. Il costo per la realizzazione della cella di sicurezza è stato di 32 mila euro.

“È una tecnologia fondamentale per la nostra attività, ha spiegato l’Assessore alla Sicurezza. Uno strumento molto utile soprattutto per contrastare il fenomeno dell’immigrazione clandestina, perché i clandestini privi di documenti nascondono la loro identità dietro molteplici «alias», rendendo così complicata l’attività d’identificazione con la conseguente difficoltà ad attribuire le responsabilità in tema di commissione di reato” ha spiegato l’assessore alla Sicurezza Federico Arena.

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