I dipendenti della Provincia di Monza e Brianza in protesta: "130 lavoratori a rischio"

Un presidio fuori da Palazzo Grossi si è svolto nella mattinata di venerdì: i sindacati hanno spiegato come la situazione dell'ente brianteo risulti ancora più critica a causa della minore dotazione di personale con cui si è sempre dovuto confrontare

Il presidio di venerdì

I dipendenti della Provincia di Monza e Brianza venerdì mattina hanno protestato contro i tagli e gli esuberi che con l'approvazione dell'emendamento al comma 156 dell'articolo 2 della Legge di Stabilità diventeranno effettivi con il nuovo anno.

La sede istituzionale di Palazzo Grossi è stata teatro della protesta dei lavoratori nei confronti del governo.

Il presidio, organizzato dalla Cgil e dalla Cisl, che ha visto la presenza anche dei segretari provinciali Maurizio Laini e Rita Pavan, ha ottenuto la piena approvazione anche del Presidente della Provincia, Gigi Ponti, che di fronte alle drastiche conseguenze che la riforma Delrio ha portato con sè ha espresso la propria solidarietà ai lavoratori in attesa di poter dare risposte concrete non appena dalla Regione arriveranno certezze sul fronte delle deleghe.

Il testo contestato recita "La dotazione organica delle città metropolitane e delle province delle regioni a statuto ordinario è stabilita, a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, in misura pari alla spesa per il personale di ruolo alla data di entrata in vigore della legge 7 aprile 2014, n.56 ridotta rispettivamente, tenuto conto delle funzioni attribuite ai predetti enti dalla medesima legge, in misura pari al 30 e al 50%".

Nello specifico caso della Provincia di Monza e Brianza la riduzione del 50% è pari a 130 persone. Secondo quanto hanno spiegato i rappresentanti sindacali Walter Palvarini,segretario generale Funzione Pubblica Cgil Monza e Brianza, e Giuseppe Leone, Segretario generale Cisl Monza e Brianza-Lecco, la specificità di un intervento così drastico sul territorio brianzolo è aggravato ulteriormente dal fatto che dal momento della sua nascita l'ente brianteo ha avuto una riduzione pari a 1/3 del personale. Negli anni la Provincia e i dipendenti dell'ente hanno lavorato a pieno regime essendo solo 2/3 sul totale dell'organico necessario e i tagli paventati nello specifico caso brianzolo sarebbero ancora più pesanti che nelle altre regioni.

Inoltre il testo riporta la voce "spesa" per l'organico che, da un iniziale stanziamento pari 21 milioni di euro, è stato ridotto fino ad oggi a 11 milioni di euro. 

A esprimere tutta la propria solidarietà insieme al segretario provinciale della Cgil, Maurizio Laini, è stato anche il Presidente Ponti che ha parlato ai lavoratori durante l'assemblea su invito dei rappresentanti.

Guarda il discorso di Maurizio Laini. 

"Sono qui che occupo insieme a voi" ha ironizzato il numero uno di Palazzo Grossi che ha poi spiegato che a breve si dovrebbero avere risposte da parte delle Regioni in tema di deleghe e valutare l'entità dei tagli in prospettiva di una ricollocazione. 

"Sono totalmente dalla parte di chi è fuori: non c'è alcuna separazione tra ciò in cui credo io e quanto difendono loro" -ha spiegato ancora Ponti durante la tradizionale conferenza di fine anno- "Le loro aspettative si saldano a quelle che sono le mie" ha concluso. 

I tagli e gli esuberi porterebbero con sè inevitabilmente il problema della ricollocazione di un numero elevato di lavoratori che i Comuni e le Regioni avrebbero difficoltà a riassorbire dovendo rispettare tetti di spesa e vincoli legati al Patto di Stabilità. 

Per i dipendenti quindi le prospettive includono la possibilità di un ricollocamento in un ambito differente, un demansionamento o ancora l'apertura di una procedura di mobilità. 

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