Sciopero

Proclamato un altro sciopero generale: a rischio mezzi e scuole (ma non solo)

Usb e Cigl hanno indetto una giornata di agitazione che rischia di paralizzare non solo i trasporti, ma anche serie tv e film

Si preannuncia un venerdì nero quello del 26 maggio prossimo. Usb - Unione sindacati di base - ha proclamato uno sciopero generale in tutta Italia per ogni settore lavorativo, a eccezione di quello aereo. L'agitazione è stata confermata sul sito del Ministero dei Trasporti. Non solo. La Slc Cgil - il settore dei lavoratori della comunicazione della Cgil - ha annunciato un periodo di "blocco delle prestazioni accessorie e/o complementari" dei lavoratori Rai dal 5 al 31 maggio 2023 e una giornata di sciopero generale sempre per il 26 maggio prossimo. Dopo Germania, Francia, Inghilterra, Portogallo e Grecia anche nel nostro Paese i lavoratori si organizzano in una mobilitazione nazionale. 

Nella nota, Usb chiede 300 euro in più netti in busta paga a ogni lavoratore e attacca i provvedimenti del governo Meloni in materia di appalti, controlli sulla sicurezza, autonomia differenziata, reddito di cittadinanza e regolarizzazione dei lavoratori migranti. "Questo governo sta accelerando su una serie di provvedimenti che aumentano la precarietà e la ricattabilità dei lavoratori e che sono destinati ad aumentare le sofferenze per una larga parte del Paese" spiega la nota, accusando l'esecutivo di non difendere il potere d'acquisto dei lavoratori e di trascinare il Paese dentro a una "guerra sempre più imprevedibile". Anche la questione Ucraina è sul tavolo del sindacato: "Alzate i salari e abbassate le armi" recita uno slogan, che chiede lo stop alla vendita di armamenti a Kiev. 

Stop anche dal settore audiovisivo. I vertici dei sindacati Rai hanno indetto uno sciopero generale sempre per la giornata del 26 maggio 2023 dove affiancheranno i lavoratori convocati da Usb. Ma non solo: a partire dal prossimo 5 maggio è stato indetto un periodo di blocco delle "prestazioni accessorie e/o complementari", ovvero straordinari, lavoro supplementare, reperibilità e straordinario in sesta giornata. Il motivo dello sciopero si rifà a una serie di incontri "chiusi negativamente" con i vertici dell'azienda, in un quadro generale che vede tutto il settore audiovisivo scioperare e protestare ormai da un paio di mesi. A rischio, quindi, saranno tutti i prodotti televisivi e cinematografici del prossimo periodo. 

Rai ha chiamato tutti i suoi dipendenti a prendere parte alla protesta per "dare un futuro al Servizio Pubblico". Usb invece, a conclusione della nota, ha invitato tutti i lavoratori convocati a utilizzare la giornata del Primo Maggio come giornata di manifestazione per promuovere lo sciopero di fine mese

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