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Volontari per la Reggia di Monza, il no dei sindacati: "Non si vive di sole rose"

La posizione espressa dalla Cgil in merito alla ricerca di volontari da parte del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza

Bisogna assumere personale non reclutare volontari. Questa, in sintesi, la posizione espressa dalla Cgil in merito alla ricerca aperta dalla Reggia di Monza relativa alla selezione di volontari da impiegare nelle attività del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

L'ente lo scorso 12 ottobre ha comunicato l'apertura delle selezioni per il reclutamento di volontari di età compresa tra i 18 e i 75 anni per la gestione di attività all’interno del complesso monumentale Villa Reale e Parco di Monza. Per svolgere l'attività era richiesta una disponibilità 3 turni di 3 ore consecutive al mese, in orario mattutino o pomeridiano o serale, dal lunedì alla domenica compresa. Le attività tra cui scegliere comprendono la sorveglianza e il controllo degli spazi museali (Appartamenti reali, Cappella, Teatrino e Serrone), l'accoglienza e l'informazione all’utenza della Villa e del Parco, l'assistenza a persone disabili durante la visita negli spazi museali, la distribuzione di materiale, la collaborazione ad attività di indagine rivolta ai visitatori o di customer satisfaction e il supporto all’attività di archiviazione documentale e di inserimento dati.

Tutte attività che, per il sindacato, fanno riferimento a "importanti mansioni che poco collimano con la natura di un apporto volontario". "Il complesso monumentale della Villa Reale di Monza è da inserirsi a pieno titolo ai primi posti nel patrimonio storico del paese" ricorda la Cgil che ritiene anche che "la complessità di gestione è sicuramente elevata e il volume delle risorse sicuramente insufficiente".

"Quante ragazze e quanti ragazzi, dopo anni di formazione, sono alla ricerca di un'occasione di lavoro in ambito culturale? E' possibile pensare ad un sistema sostenibile di crescita economica per il territorio? Proprio la CGIL di Monza a Brianza aveva elaborato, solo qualche anno fa, un piano per il rilancio economico del territorio che vedeva nel suo patrimonio culturale una  importante occasione. Rimaniamo di questa idea, avvalorata da esperienze virtuose che possiamo scovare in ambito nazionale ed internazionale" spiegano dal sindacato.

"Esprimiamo quindi un giudizio negativo su una scelta che da più l'idea di dover far quadrare un bilancio, abbassando la qualità dei servizi offerti o potenzialmente da offrire, piuttosto che il tentativo di rilancio di un Consorzio sempre più in difficoltà, ma gestore di un immenso patrimonio. Invitiamo tutti i soggetti coinvolti ad aprire una seria riflessione che coinvolga il territorio, disponibili a portare il nostro contributo di idee" fanno sapere da via Premuda.

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