Ritrovamenti archeologici nel cantiere per la nuova scuola: la scoperta

Ad Agrate Brianza nell'area di cantiere della nuova scuola per l'infanzia di via Don Gnocchi: "Lo studio dei reperti consentirà di ricostruire un frammento della storia più antica di Agrate"

Agrate Brianza potrebbe essere stata popolata già prima dell’epoca romana. A parlare e raccontare un pezzo di storia della città sepolto dal tempo sono stati a sorpresa alcuni frammenti archeologici rinvenuti, casualmente, nel cantiere dove sono in corso i lavori per la realizzazione della nuova scuola dell’infanzia in via Don Gnocchi.

Qui, dopo il ritrovamento di alcuni reperti durante gli scavi iniziati a fine marzo sotto la supervisione di archeologi diretti dalla Soprintendenza competente e incaricati dal Comune, sono emersi nuovi e inattesi dati sulla storia del territorio comunale.

“I rinvenimenti comprendono poche sepolture ad incinerazione, molto compromesse dalle arature, e tracce diverse di uso del suolo, in particolare buche di palo e aree con tracce di accensione di fuochi. I frammenti ceramici rinvenuti hanno confermato la presenza di abitanti in Agrate durante l'età romana, già nota da tempo, ma hanno anche suggerito che la frequentazione dell'area possa aver avuto inizio già in età neolitica. Gli scavi archeologici sono in corso di ultimazione. Lo studio dei reperti consentirà di meglio precisare e comprendere le differenti fasi di frequentazione e di ricostruire un frammento della storia più antica di Agrate” spiega la nota siglata il 22 aprile scorso dalla Soprintendenza Archeologia della Lombardia che fotografa lo stato dell’arte del rinvenimento di antichi reperti nell’area di cantiere della nuova scuola.

Al momento all’interno del perimetro dell’intero cantiere, gli scavi sono stati sospesi nelle aree di ritrovamento per consentire lo svolgimento dell’intervento archeologico, e sono proseguiti con l’utilizzo di mezzi più piccoli nelle aree ancora non smosse, onde evitare di compromettere l’integrità di reperti d’interesse nel sottosuolo.

“Questi ritrovamenti sono una vera sorpresa, non ci aspettavamo nulla di simile anche perché questa zona non era classificata, in linea teorica, come area sensibile sotto questo profilo –commentano il Sindaco Ezio Colombo e l’assessore ai Lavori pubblici, Simone Sironi- La realtà invece ci sta restituendo tracce di una storia agratese che ha radici ben più profonde di quanto già emerso in occasione dei recenti lavori in piazza Trivulzio, a Omate. Il lavoro di scavo svolto fin da subito nel pieno rispetto della normativa, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia competente, ha consentito di salvaguardare appieno i ritrovamenti e di indagarli e documentarli nella maniera più idonea”.

Per quanto concerne il prosieguo dei lavori di costruzione della nuova scuola dell’infanzia, precisa: “Con ogni probabilità, il rinvenimento di questi reperti sposterà di qualche settimana la data di fine lavori prevista dall’appalto in essere, originariamente fissata al 13 marzo 2017. Sotto il profilo economico, questa attività archeologica avrà un impatto economico che ancora non siamo in grado di quantificare e che deriva sia dal costo del lavoro degli archeologi, che è a carico del Comune, sia dagli oneri aggiuntivi dovuti alle più lente modalità di movimentazione terra fin qui adoperate” ha concluso l’assessore Sironi.

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