Sesso con ragazzini, le vittime non parlavano perché lui era 'famoso'

Inquietanti dettagli sui rapporti tra alcuni ragazzini e il cinquantaduenne di Limbiate, arrestato lunedì con l'accusa di atti sessuali con minorenni e pedopornografia. L'uomo sfruttava la sua notorietà in paese per condizionare le vittime

L'uomo è stato arrestato a Malpensa - Foto repertorio

Una doppia violenza. Quella fisica di dover sopportare atti sessuali con un uomo di quasi quarant’anni più grande. E quella psicologica: sapere che denunciare quell’uomo sarebbe stato quasi impossibile, pena il rischio di non essere creduti praticamente da nessuno. 

Sfruttava la sua “posizione” di uomo buono e impegnato nel sociale, il presunto pedofilo di Limbiate arrestato lunedì pomeriggio all’aeroporto di Malpensa. L’uomo, secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile di Varese e dalla procura di Milano, avrebbe avuto rapporti sessuali con almeno cinque ragazzini tra i tredici e i quindici anni. 

La tecnica del cinquantaduenne era praticamente sempre la stessa. Il primo passo era conquistare la fiducia dei genitori dei ragazzi: un’operazione non difficile per lui, stimato da tutti in città per l’impegno costante e proficuo nei canili cittadini, compreso quello comunale. Poi, il secondo passo: offrire regali - anche costosi - ai ragazzi in cambio di prestazioni sessuali

E i ragazzi, soprattutto quelli con maggiori difficoltà economiche, accettavano e poi tacevano. Stavano zitti, scrive la “Provincia di Varese”, perché convinti che nessuno avrebbe loro creduto davanti al “fascino” e alla posizione che il cinquantaduenne era in grado di vantare. 

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La polizia, però, ha fiutato qualcosa e, indirettamente, ha creduto alle vittime del presunto pedofilo. Che ora è in carcere con le accuse di atti sessuali con minorenni, corruzione di minore e pedopornografia infantile. 

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