Cronaca

Fregiato d'asfalto da Monza smaltito nel parco, il risvolto brianzolo dell'inchiesta "Feudum"

Arrestati il sindaco di Opera Antonino Nucera, una dirigente dell'ufficio tecnico comunale e tre imprenditori del settore edile

Tonnellate e tonnellate di fresato d'asfalto provenienti da lavorazioni stradali appaltati dal comune di Monza (estraneo ai fatti) e non solo finite interrate in aree di cantiere nel comune milanese di Opera e in aree agrigole del Parco Sud Milano. Rifiuti speciali fatti passare come regolarmente recuperati grazie a formulari falsi ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento che ora risutano indagati. Questo il risvolto monzese dell'inchiesta Feudum che ha coinvolto il comune di Opera, nel Milanese, dove il sindaco Antonino Nucera è finito agli arresti domiciliari.

L'inchiesta e le accuse   

All'alba di giovedì 8 aprile i carabinieri del comando Provinciale di Milano hanno arrestato il sindaco di Opera, Antonino Nucera, una dirigente dell'ufficio tecnico comunale e tre imprenditori del settore edile. I cinque sono accusati — a vario titolo — di peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e traffico di rifiuti. Le misure sono state emesse dal gip del tribunale di Milano su richiesta della Dda della Procura della Repubblica di Milano e sono state eseguite nelle province di Milano, Lodi, Brescia, Varese e Messina. Tutti e cinque sono agli arresti domiciliari.

L’inchiesta — coordinata dai procuratori aggiunti, Alessandra Dolci e Maurizio Romanelli, e dai sostituti Silvia Bonardi e Stefano Civardi, e condotta dal nucleo investigativo di Milano — era iniziata nel febbraio 2020 dopo una segnalazione su presunti illeciti posti in essere dall'amministrazione comunale. Il sindaco, una dirigente comunale e alcuni funzionari e consulenti del comune — secondo le accuse — avrebbero interferito in alcune procedure di gara per orientare l’assegnazione di lavori pubblici in favore di imprenditori conniventi; non solo: avrebbero ricevuto da quest'ultimi "sostanziose utilità", si legge in una nota dei carabinieri.

Diversi i documenti finiti sotto la lente d'ingrandimento degli investigatori. Più nel dettaglio i detective si sono concentrati sulla gara d'appalto per la riqualificazione del centro sportivo Comunale (valore di circa un milione di euro); il contratto d’appalto per la manutenzione delle strade comunali (valore di 350 mila euro circa); la fornitura di quattro termo-scanner del valore di circa 15mila euro installati all’ingresso del Municipio, del Comando di Polizia Locale, della Biblioteca e della farmacia comunale; la procedura negoziata per la manutenzione del Centro Civico comunale (valore 80mila euro circa) e i lavori di adeguamento dei plessi scolastici (valore di 60mila euro).

Rifiuti nei cantieri e nel Parco Agricolo Sud Milano

Durante le indagini, inoltre, sarebbero stati documentati reati di tipo ambientale. Secondo gli investigatori, infatti, gli imprenditori finiti al centro dell'inchiesta avrebbero stoccato, riutilizzato o interrato — in aree di cantiere nel Comune di Opera e in aree agricole all’interno del Parco Sud di Milano — circa mille tonnellate di fresato d’asfalto e altro materiale proveniente dalle lavorazioni stradali e da altri interventi appaltati dai Comuni di Opera, Locate di Triulzi, San Zenone al Lambro, Segrate, Monza; le loro aziende, sempre secondo le indagini, avrebbero attestato falsamente il regolare recupero dei rifiuti speciali attraverso "formulari" ideologicamente falsi che sarebbero stati ottenuti dai gestori di due centri di smaltimento, questi ultimi indagati a piede libero.

Mascherine ai dipendenti comunali anziché alle Rsa

Non solo. Secondo i detective il primo cittadino di Opera, nei primi mesi della pandemia, avrebbe arbitrariamente distribuito a stretti congiunti e a dipendenti comunali circa duemila mascherine chirurgiche che la Città Metropolitana e la Protezione Civile avevano destinato alle Rsa e alla farmacia comunale.

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