Armi e spaccio, Gomorra all'ex Snia con la "guerra della droga": dodici arresti

L'intervento dei carabinieri e l'operazione

L’intera area ex Snia – una ex città industriale di 472mila metri quadrati – in mano a tre bande di pusher che la controllavano palmo a palmo. Una delle quali ha cercato di escludere le altre due per assumere l’intero controllo del mercato dello spaccio. E’ stato questo il movente che ha scatenato "la guerra dello spaccio" che è durata mesi e ha provocato tre tentati omicidi e numerose sparatorie, liti e risse, con numerosi uomini feriti.

Una vera e propria faida, terminata con l’arresto di 12 pusher di origine nordafricana per detenzione di sostanze stupefacenti e di armi. Nella distesa di capannoni dove un tempo fioriva la produzione tessile, tra fabbricati con solai pericolanti e edifici abbandonati, le bande di pusher avevano costruito la loro “fortezza” dove la droga veniva venduta a ogni ora del giorno e della notte, allestendo bazar delle sostanze stupefacenti tra le rovine, con vedette armate pronte a sorvegliare l’area dai solai dei capannoni. Tra gli arrestati c’è anche una coppia composta da una donna italiana e un giovane tunisino, che si è prestata ad un pericoloso doppio gioco di fiancheggiamento a tutti i gruppi coinvolti.

Il mercato della droga era fiorente: ogni giorno arrivavano a comprare la loro dose quotidiana non meno di cento clienti. Il giro d’affari, anche al tempo della droga low cost, si aggirava intorno a 3mila euro al giorno. 

La rivalità tra i gruppi in diverse occasioni è anche sfociata nel sangue, con tre tentativi di omicidio consumati tra i capannoni abbandonati dove erano stati esplosi anche colpi di fucile e pistole da parte di una gang di spacciatori che era stata esclusa dalla “piazza di spaccio”. Durante il blitz i militari hanno recuperato oltre 200 grammi di cocaina, eroina e hashish, una pistola con matricola abrasa e arrestato in flagranza altri due pusher.

VIDEO | Droga e armi: ecco la "Gomorrakech" della Brianza

Ma nemmeno i 12 arresti e il lavoro straordinario delle forze dell’ordine forse basterà a fermare il degrado nell'area che potrebbe essere arginato solo con la riqualificazione dell’area con un vero piano di bonifica per fermare il fenomeno della criminalità.

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