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Il caffè "vietato" alla cliente arriva a costare 46mila euro: dopo multa scoperto bar abusivo

Gli accertamenti dei carabinieri a Seveso hanno portato alla luce la mancanza di licenze e permessi per l'attività e violazioni amministrative: tre denunce e maxi sanzione

Un caffè servito all'interno del locale a una cliente nonostante le restrizioni covid, la multa con la chiusura dell'attività e poi la maxi sanzione da 46mila euro e tre denunce. Perchè quel bar in realtà non aveva alcuna licenza per svolgere attività di somministrazione di alimenti e bevande. Questa la scoperta che i carabinieri della compagnia di Seregno hanno fatto nei giorni scorsi a Seveso dove durante un servizio di controllo sul territorio nell'ambito del rispetto delle misure anti-contagio legate alla pandemia hanno sorpreso una cliente all'interno di un bar proprio mentre veniva servita nonostante i divieti.

La multa e la chiusura dell'attività per cinque giorni però per il locale sono state il "danno" minore. In seguito alla violazione infatti sono state avviate alcune verifiche da parte dei militari dell'Arma che hanno riscontrato la mancata l’affissione del cartello obbligatorio in cui si indica il numero massimo di persone contemporaneamente ammesse e non solo. 

Dalla multa alla scoperta del bar abusivo

Dalla multa relativa alla violazione anti-covid il conto per il locale è diventato presto molto più "salato", arrivando a sfiorare i 50mila euro per presunte violazioni amministrative. Le verifiche del personale dell'Arma hanno permesso di scoprire che l'attività era svolta in maniera totalmente abusiva. E sono scattate le denunce. Nei guai sono finiti i due titolari, in concorso con il gestore materiale del locale, per esercizio abusivo di una professione. L'impresa è stata sanzionata per un importo complessivo di oltre 46.000 (estinguibile nella misura ridotta di 15mila euro).

All'attività sono state contestate le violazioni amministrative relative all'esercizio abusivo di attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, l'apertura senza la prescritta autorizzazione, la mancanza di permessi in materia edilizia-urbanistica e igienico-sanitaria e la mancata esposizione della riproduzione degli artt. 101 del t.u.l.p.s. e degli artt. 176, 177, 180, 181 e 186 del reg. es. t.u.l.p.s. La società di gestione rischia ora anche l’emissione della misura interdittiva della cessazione dell’attività commerciale ai sensi dell’art. 17 ter del t.u.l.p.s.

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