L'Arma e l'Arte, un incontro nei quadri d'autore

Presentato a Monza il Calendario Storico dell'Arma dei Carabinieri. Tra le riproduzioni di celebri opere d'autore, da Monet a Carlo Carrà, passando per Modigliani e Magritte, si inserisce anche l'Arma. Il colonnello Santovito: "Il calendario per noi è un simbolo"

E' stato presentato mercoledì mattina a Monza, nella sede del Comando dei Carabinieri del Gruppo di Monza, in via Volturno 35, il Calendario Storico dell'Arma 2016.

Dopo l'anteprima di martedì, a Roma, nell'Aula Magna della Scuola Ufficiali Carabinieri, alla presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti e del Comandante Generale dell'Arma Tullio del Sette, mercoledì il Calendario Storico è stato presentato capillarmente in tutta Italia. 

"Se è vero che i carabinieri sono il simbolo del nostro Paese, gli italiani si sono anche sempre distinti per la loro sensibilità artistica" ha spiegato il Colonnello Rodolfo Santovito, al comando del Nucleo di Monza, illustrando il connubio Arte-Arma, scelto come filo conduttore per le tavole del 2016.

E così l'Arma ha incontrato l'Arte attraverso alcune grandi opere della nostra tradizione e i capolavori di Monet, Modigliani, Magritte, Van Gogh e Boccioni, dopo essere stati rivisitati con la supervisione artistica di Silvia di Paolo, si sono trasformati in splendide tavole dove al dipinto originale si aggiunge la figura del Carabiniere.

Con tratti e linee che si combinano perfettamente allo stile, ai colori e ai caratteri delle varie opere l'Arma si inserisce nei dipinti diventando parte del soggetto e non un elemento di cornice. Nella contropagina, dopo un'introduzione sull'autore e l'epoca, viene presentata l'opera originale mentre nella tavola se ne può ammirare, a tutta pagina, la rilettura. 

Dopo una copertina che ripropone la Fiamma dell'Arma con colori e tratti che si richiamano alla produzione del Futurismo, a indicare "una Fiamma sempre accesa, simbolo della continua volontà dei nostri carabinieri di portar luce", prima delle tavole il Calendario contiene un'introduzione a firma di Ferruccio De Bortoli e Philippe Louis Daverio. 

La rassegna storica e artistica per l'anno 2016 dell'Arma prede avvio con l'eleganza della rivisitazione di un dipinto di Giovanni Boldini, maestro ferrarese vissuto ai tempi della Belle Epoque che, alla figura femminile aggiunge quella maschile, in uniforme storica, insieme padre e marito.

Febbraio invece è il mese di Amedeo Modigliani dove le pennellate del suo "Ritratto di Leopold Zborowsky" si trasformano in un ritratto in divisa. La stessa operazione è presente anche a Marzo dove una figura di Henri de Toulouse Lautrec assume i caratteri di un Carabiniere: mentre i colori e le forme dell'originale restano immutate il rappresentante dell'Arma "assiste e vigila sulla vita quotidiana e serenza delle persone" ha aggiunto Santovito.

Attraverso la rivisitazione del ritratto di "Il postino Joseph Roulin" di Van Gogh, che si trasforma ad Aprile in una rappresentazione di un maresciallo in uniforme, si arriva con Maggio al paesaggio esotico di Henri Rousseau dove tra le fronde e i colori de "Il sogno" trova spazio un musicante dei Carabinieri. 

Ma il vero "capolavoro" del calendario è "Campo di papaveri a Vétheuil", dove tra le pennellate inconfondibili di Claude Monet, tra le spighe e i papaveri del campo, appaiono anche due carabinieri che incrociano lo sguardo della donna e del bambino, in un mirabile gioco di prospettiva e tecnica. 

In un cammino ideale, pagina dopo pagina, in parallelo, tra la storia dell'Arte e quella dell'Arma si arriva poi alla modernità con la velocità e il dinamismo del Futurismo dove i quadri di Umberto Boccioni "Visioni simultanee" e Giacomo Balla "Velocità Astratta" e Mario Guido Dal Monte "Il motociclista" ispirano le tavole di Settembre, Ottobre e Novembre.

Dopo l'opera ermetica di Carlo Carrà dove "L'ovale delle apparizioni" diventa il simbolo dell'incontro di passato e presente nei valori dell'Arma con un tablet e un'uniforme storica sullo sfondo, la chiusura dell'anno invece è affidata a una rivisitazione di un dipinto di Renè Magritte.

Nell'ultima tavola "La risposta inaspettata" del celebre pittore si arrichisce del profilo di un Carabiniere oltre al quale passano, in un orizzonte ultraterreno di cielo e nuvole, coloro che per l'Arma hanno anche sacrificato la vita e ai quali oggi si rende omaggio. 

"Il calendario per noi è un simbolo" ha precisato il colonnello Rodolfo Santovito, presentando le tavole che quest'anno hanno raggiunto una tiratura di 1.200.000 copie di cui 8mila in lingua straniera a testimonianza del "riconoscimento che l'Arma ha in un contesto internazionale". "Il nostro Calendario è un elemento che ha un valore etico, morale e di coesione nel quale ci riconosciamo" ha concluso Santovito. 

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