Mense separate per i bimbi poveri, il sindaco: "Colpa dell'ASL"

Mensa separata per chi si porta il pranzo da casa. Cavenago è al centro di un polverone mediatico. "Regole assurde, i bambini non possono portarsi nemmeno lo spazzolino" dice il sindaco Sem Galbiati. Che incassa la solidarietà (inaspettata) di molti genitori contro i "furbetti del quartierino". L'intervista

Il sindaco di Cavenago, Sem Galbiati

CAVENAGO - Pasti in aule separate per chi paga la mensa e chi invece non può permettersela (la scheda con i costi) . La notizia partita da un piccolo comune di 7.000 anime è rimbalzata su tutti i quotidiani. Il telefono squilla senza sosta, ma Sem Galbiati (PD), sindaco di Cavenago, non ci sta. "La mia è una scelta di sinistra - spiega al telefono con Monza Today. "Poi ci sono gli sciacalli, quelli che guardano gli altri, ma fanno finta di non vedere ciò che accade nel loro giardino". Sarebbero circa 120 su 600 gli studenti le cui famiglie non pagano.

Sindaco, si dice che lei abbia creato un ghetto per i poveri alla Ada Negri  di via San Giulio . Ed pensare che è pure di sinistra.
Ma la mia è una scelta di sinistra. In questo modo garantisco il diritto alle famiglie di poter mandare i figli a scuola e farli mangiare nell'istituto. E' il regolamento dell'Asl a imporre che a mensa si possano consumare solo pasti prodotti dalla società che ha vinto la gara d'appalto. Stiamo valutando quanti ragazzi che sceglierebbero di portarsi il pranzo da casa: dopodiché, attrezzeremo uno spazio apposito. L'alternativa è mandarli a casa per pranzo, per poi farli rientrare in un secondo momento. Ma preferisco che non accada. Si sta consumando un braccio di ferro molto importante.

Tra chi?
Da una parte c'è il Comune, dall'altra c'è la Sodexo, la multinazionale che ha vinto l'appalto ma che vanta un credito sopra i 20.000 euro, e sul terzo lato c'è l'ASL che ha dei regolamenti impossibili. Se l'Azienda Sanitaria ce lo consentirà, faremo mangiare tutti i bambini nella stessa mensa, magari con tavoli separati. Ma si rende conto che i piccoli non possono neanche portarsi lo spazzolino da casa, perché esiste una norma che lo vieta?

Non lo sapevo.
Provi a verificare, chiami la scuola di Cavenago e se lo faccia dire da loro. Ci sono dei regolamenti che a volte sfiorano l'assurdo. Restiamo in attesa della ASL: se ci dicono che i piccoli possono mangiare tutti assieme, per me non c'è alcun problema. Ma non possiamo infrangere il regolamento, come sta accadendo già oggi.

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Si è parlato di ghettizzazione, di razzismo nei confronti di chi non può pagare.
Si, perché il caso ha riguardato due bambini dello Sri-Lanka con  la cui famiglia abbiamo tra l'altro grossi problemi di comunicazione interculturale. Il Comune comunque aiuta due dei quattro figli di quella famiglia. Ma se davvero facessimo tavoli separati, mi creda, sarebbero di più gli italiani.

Sul caso di Cavenago si è creato un polverone mediatico. Ma molti genitori sono d'accordo con lei: finalmente un sindaco che rispetta le regole e fa pagare tutti. Forse è il momento di mettere un po' d'ordine e stanare i "furbetti del quartierino"?
Guardi,  la storia è vecchia. Quando facevo l'università io pagavo la mensa come tutti, mentre c'era gente  che veniva a lezione con la Volvo e aveva il tesserino con l'esenzione. E' questa l'altra partita: la Sodexo ha scelto la linea dura perché ha un ammanco di  25.000 euro, ma c'è qualcuno che fa il furbo, non so esattamente quanti. L'anno scorso abbiamo dato un giro di vite, e qualcuno è riemerso dicendo che "si era dimenticato di pagare", un po' come Fiorito che non sa quanto prende di stipendio.  Ma il paese è piccolo, e si vede chi viene a scuola col Suv. A inizio anno, come Amministrazione avevamo avvisato che stavolta la Sodexo faceva sul serio e intendeva recuperare i soldi. Da un parte 25.000 euro non sono niente per un'azienda che ne guadagna 25 miliardi all'anno. Ma se lo stesso si verificasse in tutti i Comuni… anche loro danno da lavorare alle persone.

Che dicono i suoi colleghi sindaci? E i suoi colleghi di partito?
I problemi che ho io li hanno tutti: solo che io non li nascondo, e li affronto, mentre gli altri fanno sciacallaggio. Il collega di Bellusco, tanto per non fare nomi: dice che lui avrebbe pagato la mensa coi soldi del Comune, peccato che l'anno scorso abbia sforato il patto di stabilità.  Noi abbiamo il 57 % di verde a Cavenago, e puntiamo solo sulle entrate correnti, senza far costruire per incassare oneri di urbanizzazione. E poi ci sono i cittadini: mi arrivano tante mail di solidarietà, oltre a quelle di protesta. Ieri mi ha scritto una signora di Padova preoccupata per i bambini: le ho risposto di informarsi, di verificare bene quali sono i contorni della vicenda: non si è più fatta viva. La differenza è tra preoccuparsi dei bambini e occuparsene...

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