La storia di Daniele, insegnante di ginnastica precario che non può costruirsi un futuro

Lui e la moglie sono due giovani insegnanti della scuola pubblica. Entrambi precari. Da anni si divide su più scuole, pranza in auto, affronta due ore al giorno di traffico, non può neppure comprare una casa. E quest'anno le sue lezioni verranno anche rivoluzionate

All’età di 29 anni vanta già un quinquennio come precario e quest’anno c’è il rischio di doversi ulteriormente dividere su più scuole da una parte all’altra della Brianza, come già successo in passato. Una vita tutt’altro che semplice quella che attende Daniele, insegnante di scienze motorie in attesa di sapere a quale scuola verrà assegnato e che racconta a MonzaToday la dura vita del precario nel mondo dell’insegnamento pubblico.
Daniele, residente a Cesano Maderno, da sempre sogna di fare l’insegnante di scienze motorie, non seguendo la strada e i consigli dei suoi compagni di università che, laurea in tasca, hanno preferito intraprendere carriere di preparatori e personal trainer in strutture private.

Da sempre un sogno: "Fare l'insegnante"

Ma Daniele ha sempre voluto fare il prof. di educazione fisica. “L’insegnamento per me è fondamentale – racconta -. Una sana attività fisica si apprende sui banchi di scuola, evitando di avere futuri uomini e donne con patologie croniche legate alla scorretta alimentazione e stile di vita”.
Ma la vita del prof. precario non è facile. “Il primo anno ho fatto supplenze al Meroni di Lissone, poi mi sono inserito nelle graduatorie ho insegnato a Cusano Milanino, all’Hensemberger di Monza, al Majorana di Cesano e l’anno scorso a Cinisello Balsamo”. Quest’anno è ancora in attesa, ma nel frattempo, fra le mille difficoltà ha deciso di sposarsi.

Niente futuro per chi è precario

“Non è facile per una giovane coppia senza un lavoro fisso. Anche mia moglie è insegnante di lettere. Lei, si fa per dire, è più fortunata: le assegnazioni delle materie che hanno più ore vengono fatte prima. Purtroppo per le scienze motorie dobbiamo attendere. Eppure hanno avuto due mesi di tempo per organizzare il tutto. Il Ministro aveva assicurato che il 14 settembre saremmo stati tutti in classe. Invece…”.
Daniele e consorte sono precari e per adesso possono permettersi solo un appartamento in affitto, anche se il loro sogno è quello di avere una casa di proprietà. “Ritengo che pagare un affitto sia buttare via i soldi. Ma oggi, due giovani precari, come fanno ad aprire un mutuo senza un lavoro fisso, e spesso se arriva ci sono importanti spese di spostamento”.
Quando Daniele insegnava a Cinisello Balsamo era un incubo. “Avevo ogni giorno almeno due ore di tragitto in auto tra andata e ritorno. Alcune volte mi portavo il pranzo da casa e mangiavo in macchina. Idem quando insegnavo in due scuole diverse".
Il tutto per 18 ore settimanali di insegnamento, e spesso le ore trascorse per raggiungere la scuola superano di gran lunga quella passate insieme agli studenti.

Quest'anno in palestra tutto cambia

E quest’anno la vecchia ora di ginnastica sarà ben diversa rispetto al passato. “Sarà più teoria che pratica. Soprattutto per quegli istituti che non possono appoggiarsi ad adeguate palestre o campi di atletica, anche esterni alla scuola. E poi c’è il problema degli spogliatoi che nella maggior parte degli istituti superiori sono vetusti. I ragazzi che fanno: non si cambiano e ritornano in classe sudati?”. Quest’anno sarà dura, ma anche per il futuro Daniele non è molto ottimista anche se lui, al posto fisso da insegnante, ci crede profondamente. “Malgrado tutto sono motivato. In questi anni ho imparato nel mondo della scuola pubblica è questione di fortuna: nei concorsi, nelle tempistiche. Spesso un ritardo di sei mesi alla laurea potrebbe destinarti a decenni di precariato. Così che conosco trentenni già di ruolo, ma anche quarantenni che sono ancora precari”.

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