Gli chef preparano pranzi e cene per i nonni soli e in difficoltà

La lodevole iniziativa dei Ristoratori Uniti di Monza. A pranzo si mangia carboidrati, la sera proteine. Un aiuto per gli anziani e le persone indigenti. Intanto settimana prossima ripartirà la macchina della cucina da campo per preparare i pasti per medici, infermieri e volontari

Pranzo e cena cucinati da cuochi professionisti per riscaldare il cuore dei monzesi che con difficoltà riescono a mettere insieme pranzo e cena, dovendo nel frattempo lottare (in alcuni casi) anche contro il Covid.

Una bella iniziativa quella abbracciata dai Ristoratori Uniti di Monza e Brianza, diventati gli chef personali di chi, spesso solo e anziano, si ritrova anche impossibilitato a fare la spesa o a mettersi ai fornelli. “Alla sola idea che una nonna non abbia nulla per cena mi tolgo il pane di bocca – spiega Vincenzo Butticè, ristoratore monzese, anima del gruppo Ristoratori Uniti e consigliere nazionale dell’Associazione professionale cuochi italiani -. Ogni giorno cuciniamo e consegnamo venti pranzi e venticinque cene. A mezzogiorno a base di carboidrati, e la sera a base di proteine”.

Un piatto sano, ricco e nutriente, ma che soprattutto fa bene al cuore di chi lo prepara e di chi lo riceve. “Ogni volta che consegnamo il pranzo e la cena è come se avessimo vinto al superenalotto. È una gioia immensa. Purtroppo tra queste persone che già devono lottare contro le difficoltà economiche, ci sono anche alcune persone contagiate dal Covid”. Sapere che, malgrado tutto, ci sono chef monzesi e brianzoli che si mettono ai fornelli per cucinare ogni giorno pietanze gustose e sane è per queste persone in difficoltà (conosciute attraverso il passaparola e che non chiedono aiuto alle istituzioni) una gioia immensa, oltre che un sollievo.

Ma i cuochi non si fermano. In queste ore Butticè è impegnato con il Comune e con il comitato tecnico organizzativo nella definizione dei dettagli della cucina da campo che da settimana prossima tornerà a sfornare ogni giorno un centinaio di pasti per gli infermieri e i medici del San Gerardo, e i volontari delle Croci.

“Saranno coinvolti una ventina di cuochi e cinque studenti dell’Istituto alberghiero Olivetti di Monza impegnati nel progetto alternanza scuola lavoro – prosegue Butticè -. Poi, come già successo durante la prima ondata, la consegna sarà affidata ai volontari di Bran.Co Onlus e della Curva Pieri”.

La voce si è già sparsa e la generosità brianzola si è già messa in moto. Diverse aziende e privati stanno riempiendo la dispensa con pasta, patate, olio, pelati e altri generi di prima necessità. “Si respira aria di  solidarietà condivisa – conclude Butticé – Ciascuno secondo le proprie disponibilità garantisce il proprio contributo”.

Chi vuole arricchire la dispensa della grande cucina solidale può inviare un’email a ristoratoriuniti@gmail.com.

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