Coronavirus, la Lombardia verso la proroga dell'ordinanza "coprifuoco"

Ancora nessuna decisione ufficiale in merito alla proroga delle misure contenute nell'ordinanza ma l'ipotesi è quella di prorogarle per un'altra settimana per limitare la diffusione del virus e magari attuare delle mitigazioni. Si attende il responso del governo

Oltre cinquecento contagi in Lombardia e 235 persone ricoverate in ospedale. Numeri, bilanci e l'ipotesi di prolungare per un'altra settimana le misure di contenimento del contagio adottate fino ad ora che potrebbe diventare ufficiale a breve, con il pronunciamento del governo.

L'ultimo bilancio ufficiale sull'emergenza coronavirus di Regione Lombardia insieme alle autorità e alle istituzioni ha chiamato in cattedra anche illustri esperti del mondo scientifico per analizzare la situazione da un punto di vista tecnico. Accanto agli assessori e al presidente Attilio Fontana (in collegamento) davanti alla stampa hanno parlato diversi professori e primari dei reparti di Malattie Infettive delle verie Asst del territorio da Bergamo a Pavia passando per l'ospedale Fatebenefratelli e Sacco.

"Otto giorni fa in Regione Lombardia alle 21 di sera veniva registrato il primo caso positivo di coronavirus, domenica scorsa con una ordinanza firmata dal goverantore Fontana e dal ministro Speranza venivano adottate misure su un'area circoscritta, quella del Lodigiano e una zona gialla in cui abbiamo previsto una serie di prescrizioni con l'obiettivo di evitare assembramenti per fermare la diffusione del virus. Domenica questa ordinanza scadrà, noi abbiamo iniziato a tirare alcune somme" ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

Coronavirus, 531 contagi e quasi 5mila tamponi

E' salito a 531 il numero dei contagi da coronavirus in Lombardia. Oltre duecento persone (235) risultano ad oggi ricoverate negli ospedali lombardi, 85 dei quali ricoverati in Terapia Intensiva. "Abbiamo effettuato 4.835 tamponi di cui il 75% è risultato negativo, l'11% positivo e il 14% è ancora in fase di analisi" ha precisato Gallera. "La diffusione del virus è ancora circoscritta e l'incidenza è alta in alcuni territori (nel Lodigiano, a Cremona e nella Bergamasca). Per il 90% dei pazienti e' facilmente risolvibile, ma nel restante 10% dei casi, soprattutto se anziani o con un quadro clinico compromesso, richiede il passaggio in terapia intensiva. Nelle zone ad alta incidenza gli ospedali (Codogno, Lodi, Cremona, Alzano) hanno dovuto affrontare situazioni emergenziali sia per l'elevato numero di casi, sia perche' l'11%
delle positivita' riguarda operatori sanitari. Fino ad oggi il resto della rete ospedaliera e' ancora in grado di dare risposta" ha specificato Gallera.

Secondo quanto accertato fino ad oggi ogni paziente positivo trasmette il virus ad altre due persone. "Se la diffusione si estende, gli ospedali andranno in grave crisi non solo per i ricoveri da Coronavirus ma per tutti i pazienti. Infatti, sono numerose le patologie che richiedono il ricorso alle cure intensive ma i posti disponibili sono limitati e le misure adottate domenica alla luce dei dati di oggi sono valide perchè permettono di limitare la diffusione del virus" ha aggiunto l'assessore Gallera. 

Coronavirus, cosa succederà la prossima settimana?

"La proposta è mantenere la sostanza delle misure già attuate non solo nella zona rossa perchè solo con 14 giorni che è il tempo di incubazione che occorre al virus potremo capire se la trasmissione può passare da 1:2 a 1:1". L'obiettivo di Regione Lombardia è quello di confinare il virus. "Chiederemo di prolungare per un'altra settimana le misure messe in campo domenica", ha precisato durante la conferenza stampa l'assessore al Welfare Giulio Gallera. "Si tratta di un sacrificio per voltare pagina al più presto", ha aggiunto precisando che è in corso un confronto con la comunità scientifica e con il governo in vista della scadenza dell'ordinanza. Nel caso in cui vengano accolte le richieste di proroga delle misure di contenimento - magari anche con qualche mitigazione - anche le scuole dovranno restare chiuse un'altra settimana. L'insegnamento però - secondo quanto è al vaglio di Regione Lombardia - non si dovrà fermare ma le lezioni potranno proseguire su piattaforme di e-learning o didattica digitale. E così anche i musei per cui si potrebbero ipotizzare misure di entrata contingentata per evitare affollamenti. 

"Il nostro obiettivo è quello di diminuire i contagi e i nuovi casi e per fare questo servono le misure contenitive. Per il momento il trend è ancora abbastanza alto", ha precisato Massimo Galli, ordinario di Malattie infettive all’Università degli Studi di Milano e primario del reparto di Malattie infettive dell’Ospedale Sacco . "Non è una situazione facile e scordiamoci che possa essere facilmente risolta" ha aggiunto. 

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