Eroina venduta ai ragazzini in stazione, cinque spacciatori fermati dalla polizia

Tre arresti e due denunce per l'indagine "New Brown" della polizia di Stato iniziata grazie alla denuncia dei genitori di una 15enne vittima del ritorno della pericolosa droga

Foto da archivio

Eroina venduta a ragazzini in stazione per dieci euro e giovanissimi trasformati in "fantasmi" in pieno giorno dal "caffè" o "zucchero marrone". A frenare il pericoloso ritorno dell'eroina in città e la sua preoccupante diffusione soprattutto tra i minorenni sono stati i poliziotti del commissariato di Monza che hanno dato esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare che ha portato in carcere tre spacciatori e fatto scattare una denuncia a piede libero per altri due pusher tutti responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti con l'aggravante della vendita della droga a minori.

Eroina a una 15enne: la denuncia dei genitori

Le indagini, iniziate nel 2016, sono partite grazie alla denuncia dei genitori di una ragazzina di quindici anni assuntrice di eroina. La madre e il padre della studentessa, residente a Villasanta, si sono presentati in lacrime in commissariato raccontando ai poliziotti come la figlia fosse ormai irriconoscibile a causa della droga che aveva iniziato ad assumere dopo aver conosciuto un ragazzo più grande di lei, divenuto non solo il suo fidanzato ma anche il suo spacciatore.

A vendere la droga alla ragazza, in stazione a Monza ma anche a casa sua, era C.M., 23enne di Carnate, disoccupato e con precedenti penali. Intrappolata in una relazione di cui era ormai "prigioniera" tra l'amore e la droga, la ragazza era incapace di uscire da quel circolo vizioso con le proprie forze.

L'indagine "New Brown"

I poliziotti monzesi, grazie all'analisi delle amicizie e delle frequentazioni della minorenne, le intercettazioni telefoniche e gli appostamenti, sono riusciti a identificare altri due spacciatori, un tunisino di quarantasei anni residente a Villasanta e un quarantanovenne italiano, anche lui residente nella cittadina brianzola, ritenuti i fornitori del fidanzato della giovanissima. Nel giro di spaccio c'erano anche altri due pusher che vendevano oltre all'eroina anche cannabinoidi e cocaina, due italiani di trentaquattro e ventisette anni. A casa di quest'ultimo, durante una perquisizione, gli agenti hanno trovato una pistola a salve priva del tappo rosso, della sostanza da taglio per spacciare cocaina e un bilancino di precisione. 

Eroina per 10 euro ai minorenni in stazione

La quindicenne brianzola però non era l'unica giovanissima caduta nella rete degli spacciatori. Nell'ambito dell'indagine, gli uomini della Squadra Investigativa del commissariato di Monza hanno accertato la presenza di almeno altri ventiquattro clienti, la maggior parte dei quali minorenni. A loro gli spacciatori vendevano una dose di eroina per pochi euro, un costo minore di un paio di birre al bar. La droga veniva venduta soprattutto in stazione dove, tramite un preventivo contatto telefonico, l'eroina veniva ceduta tra le aiuole dei giardini o a ridosso dell'interscambio ferroviario.

Il preoccupante ritorno dell'eroina in città

Una droga "datata" e in voga soprattutto in passato, tornata pericolosamente di moda tra i giovanissimi che oggi continuano a chiamare la sostanza “caffè”, “storia”, “marrone”, gli stessi nomi utilizzati nel periodo del suo triste "boom" che hanno portato gli investigatori a denominare l'indagine "New Brown".

Secondo quanto ricostruito dai poliziotti una dose veniva venduta a prezzo di dieci euro e proprio il basso costo della sostanza, il suo potente effetto e la facilità con cui i ragazzini potevano reperirla in stazione o ai giardinetti ha contribuito alla sua pericolosa diffusione.  

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