"Mi ha rapinato con una pistola" ma l'arma era sua: arrestato un uomo a Monza

Una presunta vittima, una furibonda lite in strada e una pistola. L'indagine della Polizia di Stato ha permesso di arrestare un uomo che aveva finto di essere stato rapinato e si aggirava in strada con un'arma

Una violenta lite in strada macchiata di sangue, la cancellata di un supermercato abbattuta, un uomo ferito con il volto livido a terra e una pistola sul sedile dell'auto. 

Sono stati questi i primi indizi che i poliziotti del commissariato di Polizia di Stato si sono trovati davanti e da cui sono dovuti partire per ricomporre l'intricato puzzle che ha consentito di ricostruire che cosa fosse davvero successo in via Buonarroti nella notte tra venerdì e sabato anche quando la soluzione sembrava essere semplice e immediata.

Tutto è iniziato quando alla centrale operativa è arrivata una richiesta di intervento da parte di un cittadino che segnalava una violenta lite in corso in strada all'altezza del discount di via Buonarroti. Quando le volanti della Polizia di Stato sono arrivate sul posto hanno trovato una vettura con i fari ancora accesi ferma sul marciapiede che aveva appena travolto parte della cancellata del punto vendita. Qui, poco distante, a terra, con il volto livido e sanguinante c'era un uomo di origine peruviana di 29 anni che ha raccontato agli agenti di essere rimasto vittima di una rapina. Ai poliziotti ha riferito di essere stato aggredito e picchiato da un connazionale che conosceva di vista e sapeva si chiamasse "Cesar". Il rivale, ha detto ancora alla Polizia, lo ha sorpreso nei pressi dell'Esselunga e lo ha avvcinato, colpendolo per rubargli il telefonino. Dopo il furto C.S.J.L. ha spiegato di non essersi dato per vinto e di aver inseguito il connazionale fino a raggiungerlo in via Buonarroti e aver provato, senza successo, a recuperare il suo cellulare prima di finire a terra e veder fuggire il ladro.

In merito alla pistola ritrovata nella sua auto, continuando a dipingersi come una vittima e a raccontare una versione dei fatti che fin da subito ha lasciato qualche dubbio agli agenti, ha detto che l'arma appartenesse al suo rapinatore e ha riferito di essere riuscito a strappargliela di mano quando questo aveva infilato il braccio nell'abitacolo della sua auto per minacciarlo. 

Mentre la "vittima" è stata accompagnata al Pronto Soccorso per le medicazioni del caso, gli uomini del commissariato di polizia di Stato guidati dal vicequestore Angelo Re hanno iniziato le indagini per riuscire a risalire all'aggressore di cui sapevano solo che vivesse a Monza, nella zona di via Lecco. Attraverso accertamenti condotti anche sui social network dove "Cesar" nelle fotografie sfoggiava tatuaggi e pose che inequivocabilmente, insieme ai suoi numerosi e violenti precedenti per aggressioni, lasciavano intendere che potesse essere vicino ai famigerati "Latin Kings", i poliziotti sono arrivati a lui. 

Quando Cesar, noto alle forze di polizia come L.C.P.C., 34 anni, ha aperto la porta della sua abitazione non è riuscito a nascondere agli occhi degli agenti i graffi che aveva sul volto e gli evidenti segni di una collutazione appena avvenuta. Nella sua abitazione è scattata immediatamente una perquisizione e in casa sua gli agenti hanno rinvenuto sei telefoni cellulari: nessuno di questi però era della vittima. E' stato proprio questo elemento, insieme alla versione dei fatti opposta a quella riferita dal ventinovenne, che ha portato i poliziotti a volerci vedere chiaro e ad approfondire le indagini. 

Con la scusa di accompagnare la presunta vittima a casa sua dopo averne ascoltato la deposizione in commissariato, i poliziotti hanno perquisito la sua casa e qui hanno trovato la soluzione a tutta la vicenda. Quando l'uomo ha capito che le forze dell'ordine stavano per entrare a casa sua ha reagito male e ha aggredito i poliziotti colpendo uno degli agenti con un calcio al ginocchio. Nel suo appartamento è stato trovato il munizionamento compatibile con l'arma rinvenuta nella sua auto e che aveva riferito appartenere al suo aggressore, insieme all'attrezzatura per pulire la pistola. Per il ventinovenne è scattato l'arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale e l'uomo dovrà rispondere anche di porto e munizionamento d'arma e di calunnia per aver accusato il connazionale della detenzione della pistola e di rapina. Entrambi i due uomini fermati hanno precedenti e nei confronti del presunto aggressore poi rivelatosi vittima dell'episodio, il trentaquattrenne "Cesar", si è comunque proceduto d'ufficio con una denuncia per rapina. 

Gli agenti del commissariato di Polizia di Stato sono impegnati in una serie di accertamenti per capire la provenienza dell'arma che risultaprovvista di matricola ma è di costruzione tedesca e non è mai stata commercializzata in Italia: per chiudere questa vicenda resta da capire come quella pistola sia arrivata a Monza, per mano di chi e, eventualmente, se sia stata o meno già usata in analoghi episodi criminali. 

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