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Sabato, 27 Novembre 2021
Cronaca Lissone

La torrefazione risponde alla crisi con lo spaccio aziendale: in aumento le vendite on line

Una storia di resistenza quella della torrefazione DF di Lissone. Chiusi bar, ristoranti e pasticcerie sono crollate le richieste di caffè. L'azienda di famiglia, aperta nel 1975, si "salva" grazie ai clienti della porta accanto: pensionati e famiglie che fan scorta di caffè e dolcetti

Un anno da dimenticare: con bar e ristoranti chiusi o a regime ridotto, addio al caffè e la storica torrefazione finisce in ginocchio. A “salvarla” – nell’attesa che la vita ricominci al più presto – lo spaccio interno alla ditta che, aperto quasi per scommessa pochi anni fa, nel 2020 si è rivelato una manna dal cielo.

Una storia di resistenza familiare quella della torrefazione DF di Lissone, 45 anni di storia alle spalle con la passione anche nella divulgazione dell’arte della torrefazione e del caffè con corsi e laboratori, pensati soprattutto per gli addetti ai lavori. Ma anche questi nel 2020 sono finiti in soffitta.

“Quest’anno è stato un disastro – spiega il proprietario -. Ci si dimentica spesso della filiera che c’è dietro al mondo della ristorazione. Noi facciamo parte di quella filiera. La pandemia ci ha momentaneamente fermati: con la chiusura, o comunque un servizio d’asporto, di bar, pasticcerie e ristoranti le richieste di caffè sono crollate. Stesso discorso con le fiere”.

A salvare, soprattutto l’umore e la determinazione nell’andare avanti nella speranza di tempi migliori, è stato lo spaccio aziendale: il pensionato e la famiglia con l'acquisto di caffè e cialde permettono all’azienda di andare avanti. Dipendenti in cassa integrazione e i familiari a portare avanti la bottega tra la vetrina reale all’interno dell’azienda e quella virtuale dell’e-commerce.

“Abbiamo ampliato la nostra offerta: oltre al caffè e alle cialde c’è tutta un’ampia gamma di prodotti dolciari tra biscotti e torte. Siamo diventati un punto di riferimento come  commercio di vicinato offrendo anche la consegna a domicilio”. Ma i proprietari pensano al futuro. "Abbiamo tanti progetti che avremmo già voluto realizzare quest'anno, legati soprattutto al mondo del green. Dobbiamo solo pazientare ancora un po'". 

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