Domenica, 21 Luglio 2024
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Ecco che cosa facevano ieri sera quei ragazzi con le bandiere sotto l'Arengario

Un presidio organizzato da Brianza Oltre l'Arcobaleno alla vigilia del processo relativo a un'aggressione contro un 70enne monzese

Si sono dati appuntamento alle 21, sotto l'Arengario. Lì hanno esposto le bandiere e poi a turno hanno preso la parola al microfono per ribadire il loro no ad azioni omofobe che, anche a Monza e Brianza, sono avvenute.

Ecco il perché di quelle bandiere e di quegli striscioni che dalle 21 di mercoledì 7 giugno sono apparsi sotto l'Arengario. Un presidio organizzato da Brianza Oltre l'Arcobaleno (BOA) alla vigilia del processo che si terrà nella mattinata di oggi, giovedì 8 giugno, al Tribunale di Monza e che coinvolge un 70enne omosessuale vittima di minacce e di insulti omofobi mentre rientrava a casa in treno.  Un presidio per ricordare quello che era accaduto a Renato, sperando che episodi come quello non si ripetano più. 

“La vicenda di Renato ci ha toccato profondamente - spiega Oscar Innaurato, vice presidente di BOA -. Una vicenda carica di amarezza e di cattiveria verso un uomo di 70 anni che stava tornando tranquillamente a casa. Su quel treno si è trovato di fronte due ragazzi italiani che prima hanno iniziato a schernirlo, poi lo hanno minacciato chiedendo soldi, infine lo hanno riempito di epiteti omofobi”. Renato a quelle provocazione ha riposto con l’indifferenza, poi li ha invitati a smettere. Infine, sceso dal treno, si è diretto all’ufficio della Polfer e ha denunciato il tutto.

“Questo è un processo molto importante - prosegue -. Ci auguriamo che a questa udienza l’avvocato dei ragazzi sia presente. Renato è un uomo che è rimasto profondamente scosso da quell’episodio. Un uomo di 70 anni che aveva già sulle spalle la difficoltà dei mesi del lockdown. Era fragile ed è stato preso di mira con epiteti irripetibili da due ragazzi che, peraltro, erano già noti alle forze dell’ordine. Dopo aver chiesto aiuto alla polfer, si è rivolto anche a noi, che gli siamo stati vicini. Un grazie speciale alla polizia di Stato che è stata molto attenta, mentre da parte dell’allora amministrazione comunale non c’è stata alcuna sensibilità e vicinanza”.

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