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Niente mascherine chirurgiche per i pazienti che si sottopongono alla dialisi

Il fatto accade al Cal di Lissone. L'Associazione nazionale emodializzati e trapiantati di organi denuncia che dall'1 novembre non vengono più fornite le mascherine ai pazienti che si sottopongono alla dialisi. I pazienti sono molto preoccupati e hanno paura per la loro salute e per quella di medici e infermieri

Niente mascherine chirurgiche per i pazienti dializzati che accedono al servizio del Cal (Centro di assistenza limitata) di Lissone. La denuncia arriva da Vincenzo Irace, segretario regionale dell’A.n.e.d Lombardia. Dopo il  31 ottobre, secondo le segnalazioni giunte all’Associazione nazionale emodializzati e trapiantati d’organi, presso la struttura di Lissone non verrebbero più fornite ai pazienti nuove mascherine chirurgiche prima di sottoporsi alla terapia.

“Non abbiamo mai avuto problemi – spiega Irace -. Ai pazienti prima di entrare veniva misurata la temperatura, fornito il gel per l’igienizzazione delle mani, e una nuova mascherina chirurgica. La dialisi dura circa quattro ore, giusto il tempo di protezione della mascherina chirurgica che arriva a un massimo di sei ore”. Dall’1 novembre, però, ai pazienti non viene più fornita la protezione facciale.

I pazienti hanno chiesto chiarimenti ai medici e agli infermieri, ma senza successo. Nel Cal di Lissone il medico nefrologo viene dall’Asst Monza, mentre gli infermieri, il personale di supporto e gli approvvigionamenti sono a carico dell’Asst Vimercate.
“Abbiamo anche inviato una lettera alla Direzione Sanitaria dell’Asst Vimercate, ma ad oggi non abbiamo ricevuto risposta. I nostri utenti sono molto preoccupati, non solo per la loro protezione ma anche per quella del personale medico e infermieristico. Non vogliamo che diventino eroi: noi vogliamo essere curati in totale sicurezza”.

Il momento della dialisi, infatti, è un momento molto delicato. “La Società italiana di Nefrologia aveva realizzato e condiviso alcune linee guida che fino al 31 ottobre sono state applicate anche al Cal di Lissone: misurazione della temperatura, gel igienizzante e cambio della mascherina. È fondamentale cambiarla per la sicurezza del dializzato e degli operatori sanitari: quando il paziente entra al Cal non sappiamo da quanto tempo la indossa, se ha superato le quattro ore di protezione accertate; è per questo che viene richiesto il cambio della mascherina, perché il paziente attaccato alla macchina della dialisi ci resta in media quattro ore. Come A.n.e.d c’è sempre stata massima collaborazione con le istituzioni e con gli ospedali: ci siamo sempre confrontati con garbo, abbiamo a cuore la salute dei nostri soci e la salvaguardia della salute dei medici e degli infermieri”.

Dall’Asst Vimercate riferiscono che sono sempre state rispettate le indicazione e che in caso di necessità sono sempre disponibili le mascherine chirurgiche sia per gli utenti sia per il personale. In merito alla lettera inviata da A.n.e.d la Direzione Sanitaria risponderà in merito alle questioni sollevate.   

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