Cronaca

"Colpo di grazia": cresce il mistero dietro al film ambientato a Monza

Il 7 febbraio andrà on line la prima puntata del film ambientato a Monza. Il lancio in rete dove ha stuzzicato curiosità e anche polemiche: stretto riserbo sui protagonisti, sulla trama e soprattutto sul montaggio. Abbiamo chiesto alcuni dettagli e curiosità alla produzione

Il colpo, mediaticamente parlando, è stato fatto. Si è innescata la curiosità sui social e sui gruppi Facebook di Monza dove, ormai da giorni, non si fa altro che parlare di quel film  a puntate, ambientato nella città di Teodolinda, dove si intrecciano potere, soldi, cantieri e, probabilmente, anche malaffare con l’uomo sulla locandina che imbraccia una pistola.

Il film si intitola “Colpo di Grazia - La città di Teodolinda ha le ore contate”: un sito Internet realizzato a regola d’arte dove si trovano le presentazioni dei personaggi, la trama, l’intervista alla regista di cui non c’è però assolutamente traccia sulla rete.

Il film, in nove puntate, andrà in onda on line: il primo appuntamento domenica 7 febbraio. Intanto la suspense  cresce, soprattutto dietro alla macchina di produzione che ha messo in piedi questo originale progetto.

Come si legge sul sito del film “è un inedito esperimento produttivo, che nasce da un’idea originale della regista svedese Skyler Grey che, predisposto un soggetto cinematografico, ha raccolto in giro per il mondo le candidature per l’ambientazione del film (piccoli comuni, ma anche metropoli), ma poi ha scelto la location più adatta, identificando in Monza l’ambientazione ideale per il film”.  

Se si cerca in rete non ci sono notizie sulla regista, ma dalla produzione ci spiegano che “Skyler Grey è svedese, originaria di Solna, si è formata alla Stockholm Filmskola, e Colpo di Grazia è la sua prima opera. È molto attenta alla privacy, e rifugge i social media”.
Sul sito si trova l’intervista alla regista: un inglese perfetto, ma il volto è in penombra.

Il film non sarà solo una sorpresa per gli spettatori, ma anche per gli stessi attori e maestranze che hanno lavorato alla sua realizzazione. “Da contratto chi è stato coinvolto nella fase di produzione del film non ha potuto visionare il final cut – spiega la produzione -. Questo è uno dei dispositivi di sperimentazione produttiva . La responsabilità del montaggio è rimasta in capo alla regista e al suo staff. La visione del primo episodio sarà un’anteprima per tutti, compresi gli addetti ai lavori. Il montaggio è un’arma molto tagliente e Skyler la padroneggia con dimestichezza: aspettiamoci colpi di scena e polemiche”.

Le scene d’interni sono state girate in un teatro di prosa locale, gli esterni invece a Monza in un campo tra via Gallarana e via Correggio. La regista ha trascorso l’estate del 2020 a Monza, poi le riprese in due mesi (tra novembre e dicembre), e infine la post produzione a gennaio in Svezia

Abbiamo provato a dare una risposta alla domanda che si fanno gli utenti della rete: ma in realtà chi c’è dietro al progetto di questo film? Dalla produzione la replica è secca: “Quando ti trovi di fronte a un murale di Banksy o sei a un concerto di Liberato non ti chiedi chi veramente si nasconde dietro al progetto artistico. Godi di ciò che hai di fronte e basta”.  

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