Paolo Piffer: "Il mio pomeriggio ad Arcore con Silvio Berlusconi"

Un pomeriggio ad Arcore. Non capita tutti i giorni di essere invitati a Villa San Martino da Silvio Berlusconi. L'ex premier voleva capire cosa passasse per la testa di quelli di Cambia Monza. E loro non si sono tirati indietro.

Paolo Piffer (secondo da dx) con i ragazzi di Cambia Monza

ARCORE - "Pronto, dottor Piffer? Le passo il presidente". E' cominciata così, con una chiamata da numero anonimo l'avventura che Paolo Piffer racconterà ai nipoti.  "Pensavamo a uno scherzo, ma la voce era inconfondibile" spiega il trentenne monzese, candidato sindaco di CambiaMonza e PrimaVera Monza che al primo turno ha raccolto quasi il 5% dei consensi. Era al lavoro coi detenuti ( è psicologo in carcere) quando il telefono ha squillato.  Uno sforzo sovrumano contenere l'emozione, ma un'ora passa in fretta e smaltiti gli impegni, può finalmente rivelare ai compagni chi fosse "Ho messo subito  in chiaro con il presidente Berlusconi - racconta lui -  che la linea della nostra civica era decisa, e non sarebbe cambiata. Ma ho pensato che non avrei dovuto essere solo, per evitare strumentalizzazioni". E così l'indomani, alla volta di Villa San Martino, sono partiti in sette.

L'ARRIVO - I Carabinieri all'ingresso erano stati avvisati. Via libera, ma è  comprensibile l'emozione, no? "Berlusconi ha cominciato con una sorta di lezione sul perchè sia difficile governare l'Italia, quanto sia debole il ruolo del premier e complicato fare una legge. Poi siamo passati a parlare di Monza, e gli abbiamo spiegato che la nostra scelta è quella di non apparentarci con nessuno perchè siamo una lista giovane, fresca, con un elettorato molto esigente. Il presidente si è detto dispiacuto, ma ha condiviso la nostra scelta - commenta il giovane psicologo - Era interessato a capire il nostro progetto, il nostro linguaggio, il codice comunicativo che abbiamo utilizzato. Ha dimostrato di conoscerci!" si lascia scappare entusiasta. Un aperitivo veloce, poi una visita a Gerno, dove sorgerà l'Università San Raffaele.  Sorpresa numero uno: "Io vado coi ragazzi!" dice Berlusconi,e via in macchina con Beppe Natale. "Fortuna che l'aveva lavata ieri!". Un po' increduli, parte la carovana, seguita dalla scorta. Un tour nel campus, poi tutti sui caddy (le macchinette per il golf) per un giro nel parco, con Berlusconi, lo stesso Berlusconi che negli ultimi 20 anni nel bene e nel male ha segnato i destini dell'Italia, alla guida, a fare da cicerone, a mostrare una pianta o una scultura, e a spiegare quanto abbia influito la sua mano in quello che è stato realizzato.

IL VOLTO E LA MASCHERA - L'esperienza umana è di quelle forti. un po' come Davide di fianco a Golia, ma il vecchio leone alla guida della macchinetta da golf non fa paura. Piffer, che per mestiere si occupa di guardare le persone e andare oltre le apparenze, ha colto in lui un aspetto poco mediatico. "Mi è sembrato un uomo in una fase di riflessione della sua vita. Capace di ascoltare, ma anche di fare delle domande, interessato a capire il nostro progetto". Un uomo, nel privato, molto diverso da quello pubblico.  "Quando vedeva uno scoiattolo, era quasi commosso - racconta - Ma quando si è trattato di criticare, gli ho detto serenamente come la pensavo. Tanto che ha chiamato Alfano, e prima di passarmelo gli ha detto "Angelino, c'è qui un ragazzo che dice che non capisco niente di politica!".  Dieci minuti per lavarsi le mani, "ma sinceramente ci siamo quasi persi in una casa che non capivamo dove finisse. Anzi, uno dei nostri ha dovuto chiamarci al cellulare per tornare indietro!". Poi il pranzo.

IL FUTURO - L'entusiasmo è visibile quando Piffer parla, così come la chiarezza di idee. "Gli ho detto delle cose che non mi erano piaciute in questi venti anni. Un esempio? Smetterla di dividere il mondo in comunisti e non, che significa farti votare dai tuoi, ma non portare a casa nulla sull'altro fronte. E lui, un po' perplesso, alla fine in qualche modo ha condiviso". Un bel coraggio, ma anche la capacità di leggere la situazione guardando le cose per quello che sono. C'era un uomo ormai anziano, che forse ormai fatica a capire l'evoluzione di un mondo sempre più veloce, e dall'altra parte dei giovani che in qualche maniera cercano di spiegarglielo. "Credo che gli abbiamo fatto una bella impressione. Non vorrei essere strumentalizzato, ma non mi stupirei che se ci chiamassero più in là per una specie di "consulenza"". Perchè  Silvio Berlusconi  adesso guarda al futuro. Probabilmente le amministrative sono un capitolo chiuso.

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POST SCRIPTUM - Dovrebbe a questo punto esserci spazio per le domande pruriginose.   "Si certo, le barzellette, abbiamo visto anche il mausoleo, la sala del bunga bunga. Lui ci ha dato la sua versione dei fatti,  e di tutto quello che è successo negli ultimi anni, che era molto ridimensionata". Ma forse più che i dettagli piccanti su cui sono stati versati fiumi di inchiostro, in questo caso, per questi ragazzi, a contare era il lato umano e l'esperienza indimenticabile vissuta in un sabato qualsiasi di maggio.

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